Centenario di Dario Fo, l’affondo della famiglia: “Una targa non basta. Milano lo ha dimenticato”

Fondazione e famiglia Fo contro palazzo Marino, "reo" di aver scelto di celebrare il suo premio Nobel in tono minore. L'assessore: "Ma a ottobre aprirà la Palazzina Liberty"

Centenario di Dario Fo, l’affondo della famiglia: “Una targa non basta. Milano lo ha dimenticato”

Il Comune di Milano ha dimenticato il premio Nobel, Dario Fo, del quale oggi cade il centenario della nascita. È l’accusa per nulla velata mossa ieri la nipote del Premio Nobel Mattea Fo, presidente della Fondazione Fo Rame, a Palazzo Marino.

“Di tutte queste iniziative in programma di cui parla l’assessore Matteo Sacchi (assessore comunale alla cultura, ndr) la Fondazione Fo Rame non è informata, né tanto meno coinvolta. E già questo ci sembra rilevante. Comunque siamo contenti di aver suscitato interesse e quindi aspettiamo di essere coinvolti come Fondazione”.

In ogni caso, la famiglia sottolinea come Fo “ha portato il nome di Milano sui palcoscenici del mondo, che ha inventato un linguaggio studiato nelle università di ogni continente. Un uomo e una donna, perché non possiamo proprio più scordarci di Franca, che hanno scelto di rimanere in questa città anche quando il momento si è fatto più duro. Che in questa città hanno pagato sulla propria persona e ad alto prezzo il proprio impegno sociale e politico”.

Le critiche alle celebrazioni: “Il Comune poteva fare di più”

A innescare la polemica era stata un’intervista della stessa Mattea Fo, che aveva giudicato in tono minore le celebrazioni dedicate al drammaturgo. In particolare aveva criticato la targa commemorativa che verrà posata oggi presso l’abitazione di Corso di Porta Romana 132, dove Fo ha vissuto con la moglie Franca Rame. Per la presidente della fondazione, “il Comune poteva fare di più”.

“Comprendo che le amministrazioni abbiano esigenze di ben altro tipo, ci mancherebbe – aveva aggiunto -. Non cerco uno scontro, non rientra nei miei valori né in quelli della Fondazione usare un anniversario per accendere una battaglia. Ma sento l’urgenza, proprio in ragione del ruolo che ricopro e del nome che porto, di dire con chiarezza che questo non basta. Che Milano, come istituzione, doveva e poteva fare di più. Questa possibilità è una parentesi che dura un anno, a volerlo ci sarebbe ancora tempo”.

L’assessore Sacchi: ”A ottobre la palazzina Liberty”

Astretto giro la risspota dell’assessore Sacchi, per il quale la targa è “un tributo toponomastico molto sentito”, ma è solo “una delle azioni che l’amministrazione ha pensato di fare per il centenario, ce ne sono tante altre”. E ha ricordato che l’iniziativa principale sarà la riapertura entro fine anno di un luogo simbolo, cioè la Palazzina Liberty che è proprio intitolata a Dario Fo e Franca Rame.

“Io ho lavorato come ho potuto e al massimo perché si garantisse entro la fine di quest’anno, compatibilmente con gli impegni del cantiere, la riapertura – ha spiegato Sacchi a margine della conferenza stampa di Art Week -, e credo che entro la fine di ottobre potremo riaprire la Palazzina, che è dedicata e intitolata a Dario Fo e Franca Rame con delle iniziative che ora non vogliamo svelare, ma che saranno pienamente dedicate al centenario di questa straordinaria figura, unica”.

Una serata al Piccolo per Fo

Inoltre il 30 marzo “saremo al Piccolo Teatro per una serata dedicata al centenario di Fo”. L’assessore ha poi spiegato che è “assolutamente disponibile a incontrare la famiglia Fo e a dialogare con loro, a ripercorrere un po’ le iniziative che ci sono, più o meno simboliche, più o meno legate ai luoghi di spettacolo e della nostra Milano”.

“La riapertura della palazzina Liberty è stato un impegno gravoso ma dovuto. E la targa sarà un momento di abbraccio ulteriore a Dario Fo e alla sua memoria. Noi ci mettiamo a disposizione, in ascolto e anche con la voglia di costruire insieme”, ha concluso Sacchi. Iniziative giudicate comunque insufficienti dalla famiglia Fo.