Cerno vira sul referendum, spinta per il Sì partendo da Sal Da Vinci. E il Pd annuncia una segnalazione all’Agcom

Cerno è poi stato ospite della trasmissione Bellamà, dove ha cantato il brano di Da Vinci. Che la premier vorrebbe come inno al Sì

Cerno vira sul referendum, spinta per il Sì partendo da Sal Da Vinci. E il Pd annuncia una segnalazione all’Agcom

Alla presentazione della sua striscia quotidiana su Raidue, 2 di picche, da 840mila euro (11 mila euro a puntata) il direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno, aveva detto di non sapere se avrebbe parlato di referendum sulla giustizia. “Se mi passa per la testa, lo faccio”, aveva preannunciato.

L’invettiva a favore del Sì, in effetti, non è arrivata all’esordio, ma “solo” ieri, alla seconda puntata… E con un artificio retorico: Cerno nel suo monologo ha infatti disquisito del brano di Sal Da Vinci “Per sempre sì”, vincitore di Sanremo, canzone che la premier, come rivelato da Repubblica, considera uno spot per il Sì, accusando il fronte del No di fare polemica sterile.

Dopo la diretta, l’ospitata da Diaco a cantare Da Vinci (in playback)

E ha terminato i suoi 4 minuti di programma così: “Il 12-il 16 marzo ci sarà l’Eurovision e Sal Da Vinci rappresenterà l’Italia, scommettiamo che in Europa non ci saranno polemiche sul Referendum sulla separazione delle carriere? Un po’ perché il voto è segreto e gli italiani voteranno con la loro testa, un po’ perché sarebbe un boomerang. Basta guardare chi sono i concorrenti, in Germania la separazione delle carriere c’è, c’è in Spagna, c’è in Portogallo, c’è in Svezia, c’è in Norvegia, c’è nel Regno Unito e c’è in Olanda. In bocca al lupo Sal Da Vinci”. E non è finita qui. Rieccolo in veste di ospite, poco dopo, alla trasmissione di Pierluigi Diaco, Belamà, dove ha cantato, chitarra in mano, proprio il brano vincitore del Festival di Sanremo.

Ennesimo esposto del Pd all’AgCom contro Cerno

E mentre Cerno si dilettava, infuriavano le polemiche. Mentre il Pd accusava il direttore de Il Giornale di aver “apertamente violato la par condicio, perché il suo monologo ha affrontato tematiche referendarie o comunque si è riferito ad esse, prendendo in giro – sorpresa – le forze politiche che sostengono il No” e annunciava “una nuova segnalazione ad AgCom affinché valuti sanzioni per questa e altre potenziali violazioni riscontrate in questi giorni in Rai in favore del Sì”, M5s sottolineava i dati di ascolto della prima puntata della striscia.

Intanto gli ascolti sono da… “2 di picche”

“Crollo verticale degli ascolti. Cerno è riuscito a perdere circa 200mila spettatori in 3 minuti e senza pubblicità. Ha abbassato di 1,5% la media della fascia in 3 minuti. Il tutto nonostante un posizionamento d’oro”, ha tuonato la senatrice M5s Dolores Bevilacqua. “Il 2 ‘di picche’ a Cerno lo hanno dato gli italiani, quelli che, da genio della comunicazione, ha sbeffeggiato perché temono l’aumento dei prezzi per la guerra di Trump e Netanyahu all’Iran”.

In effetti, come anticipato da La Notizia, l’esordio di Cerno non prometteva bene. E gli ascolti lo hanno confermato: lunedì 2 di picche ha attirato 632.000 telespettatori pari al 5,4% di share, molto al di sotto di quanto fatto sette giorni prima alla stessa ora da “Ore 14” di Milo Infante, che veleggiava attorno al 7,4%.

E anche ieri la curva degli apparecchi connessi (sorta di anticipazione degli ascolti che però si conosceranno solo oggi) non era confortante. Nonostante Sal Da Vinci.