Che abbuffata all’Aeronautica. Sfamarla ci costa 16 milioni. Non si risparmia nemmeno su olio e formaggi

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di Carmine Gazzanni

È proprio il caso di dirlo: la spesa vola. Perché 16 milioni certamente non sono pochi per dar da mangiare a tutti i nostri piloti e militari dell’Aeronautica. Eppure a tanto ammonta il bando per la “fornitura di generi alimentari a lunga conservazione, carni fresche sottovuoto e prodotti ittici surgelati in favore di vari enti dell’Aeronautica Militare”. Pare proprio, dunque, che non si voglia badare a spese per offrire ai nostri soldati solo il meglio.

CHE FAME
Il bando, pubblicato il 25 novembre e assegnato mercoledì, prevede la stipula di un accordo quadro per la durata di tre anni. Il tutto, come detto, alla modica cifra di 16 milioni 206 mila euro. Un bel gruzzoletto, non c’è che dire, che i vari beneficiari si sono suddivisi, dato che il bando stesso era diviso in ben otto lotti, a seconda della collocazione geografica. Qualche esempio: la fetta più grande – oltre 4 milioni – andrà alla “Alessio Carni snc”, che rifornirà di viveri il Lazio e, in particolare, Roma, Pratica di Mare, Furbara, Frosinone, Ciampino, Latina, Viterbo, Vigna di Valle e Orte. Non male anche l’incasso per la “Marr” che ha strappato alla concorrenza ben tre lotti (Sardegna, area Nord-Est e Toscana) quasi 2,5 milioni di euro. A rifornire l’area tra Milano, Piacenza e Verona sarà la “Oppi Industria Alimentare”, cui andranno 2,2 milioni. Per quanto riguarda, infine, il lotto specifico per la Campania viaggiamo sui 3,6 milioni di euro, per la Sicilia sui 2,6, mentre più “modesto” quello che copre la Puglia, per il quale pane, carne e pasta costeranno un milione e poco più. A questo punto, però, andiamo a vedere quali potrebbero essere i gustosi menu. Nel capitolato tecnico, infatti, sono riportati i quantitativi cui ogni buon fornitore dovrà far fronte. Cambia la quantità ma, ovviamente, i prodotti dovranno essere gli stessi. Prendiamo il lotto più oneroso, quello laziale. Tenetevi forte. Parliamo di 306 mila kg di pasta “vari tipi”, 148 mila kg di riso, 141 mila litri di olio ma, per carità, anche questi di “vari tipi”. E poi conserve di pesce (32 mila kg), conserve di carne (quasi 14 mila), conserve di pomodoro (288 mila). Ma non bastano la conserve. E allora ecco che bisogna fornire caserme e sedi militari pure di prodotti ittici surgelati (140 mila kg) e carni fresche sottovuoto (441 mila). E poi acqua a volontà, legumi e, ci mancherebbe, formaggi sia da raspa che stagionati (per un totale di quasi 50 mila kg). E qui, ovviamente, parliamo solo di un lotto. Ora moltiplicate tutto per otto. Ecco, buon appetito.

Tw: @CarmineGazzanni

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