Caso Chico Forti, i 5S rilanciano l’azione diplomatica di Di Maio. E sulla polemica di FdI: “C’è chi preferisce fare chiacchiere da bar”

Chico Forti Di Maio
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Dopo l’intervento del ministro degli Esteri Luigi Di Maio sul caso Chico Forti – l’ex produttore italiano condannato per omicidio nel 2000 negli Usa alla pena dell’ergastolo e attualmente recluso in un penitenziario della Florida – al question time della Camera (qui il video), gli esponenti del Movimento 5 Stelle rilanciano l’azione diplomatica del titolare della Farnesina. “C’è l’impegno di tutti, del governo come del Parlamento – ha assicurato in Aula Di Maio -, affinché Chico torni presto. Lui ne è consapevole, tanto è vero che proprio ieri ha dichiarato che sa che stiamo facendo di tutto per riportarlo a casa”.

Sul sito chicoforti.com, infatti, le parole di Forti sono state chiare: “Mi rassicura sapere di aver avuto sempre al mio fianco Luigi di Maio, che si batte ogni giorno incessantemente per me”. I pentastellati rivendicano la gestione del ministro degli Esteri, e sui social attaccano anche Fratelli d’Italia per la “strumentalità della polemica sollevata”. Michele Gubitosa, replicando alla leader di FdI, scrive: “Mentre Chico Forti continua a ringraziare, ancora ieri in una lettera, l’impegno del ministro Luigi Di Maio e del nostro Paese, c’è chi deve alzare la voce ad ogni costo ed attaccare a testa bassa con polemiche senza capo né coda. La strumentalità dell’opposizione di Giorgia Meloni è imbarazzante, fare politica con gli slogan e scappando dalle responsabilità non è un servizio ai cittadini, ma solo ai propri interessi”.

Le deputate e i deputati del Movimento 5 Stelle poi mettono il carico: “Fratelli d’Italia non si smentisce mai e, per il gusto della polemica a ogni costo, dobbiamo constatare come stia strumentalizzando persino una battaglia sentita come quella per Chico Forti. Una polemica che si infrange con la realtà dato che lo stesso Forti ha scritto una lettera per ringraziare l’impegno di Luigi Di Maio, il ministro che è riuscito a sbloccare la pratica per il suo ritorno in patria”.

“Dopo circa 20 anni – aggiungono – grazie alla Farnesina si è fatto un passo concreto e fondamentale per riportare a casa Forti. Ma a gestire la procedura di trasferimento, adesso, è il Ministero della Giustizia che sta richiedendo al Dipartimento della Giustizia americano la trasmissione della documentazione prevista dalla Convenzione di Strasburgo. Sono tempi tecnici per una pratica molto ingarbugliata. In campo c’è il massimo sforzo, in primis del ministro Di Maio e del MoVimento 5 Stelle”.

“Evidentemente c’è chi lavora a testa bassa per portare risultati, in una operazione difficile e piena di complessità legali, e chi preferisce fare chiacchiere da bar” concludono i pentastellati. Subito arrivano anche altri interventi di parlamentari M5S. Come quello di Riccardo Fraccaro, che su Facebook commenta: “L’impegno del MoVimento 5 Stelle per il trasferimento in Italia di Chico Forti è sempre stato altissimo e continuerà ad esserlo fino a che non otterremo il suo ritorno a casa. Bene ha fatto Luigi Di Maio a ribadirlo oggi alla Camera”. “Ti aspettiamo in Italia, Chico”, così sui social Stefano Buffagni. Anche Carlo Sibilia interviene, citando Di Maio e aggiungendo: “Tutto il MoVimento 5 Stelle non ha mai smesso di lavorare per accelerare il suo ritorno in Italia”. Poi sono arrivati anche i post di Vittoria Baldino, Iolanda Di Stasio, Marialuisa Faro, Eugenio Saitta, Cosimo Adelizzi, Leonardo Donno, Mario Furore.

Leggi anche: Caso Chico Forti, la Cartabia scrive al Dipartimento di Giustizia americano. L’ex produttore condannato per omicidio nel 2000 è ancora detenuto negli Usa.

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