Giovedì scorso, nel villaggio cisgiordano di Tayasir, il fotogiornalista Cyril Theophilos stava documentando per la CNN gli attacchi di coloni israeliani contro palestinesi quando i soldati del battaglione Netzah Yehuda sono intervenuti. Uno lo ha immobilizzato con una presa al collo, lo ha gettato a terra e ha danneggiato la telecamera. Il corrispondente Jeremy Diamond e la troupe sono stati trattenuti per circa due ore. Alcuni militari hanno detto che tutti i palestinesi sono terroristi.
Il Netzah Yehuda, 97° della brigata Kfir, è un reparto ultraortodosso da anni sotto osservazione per abusi in Cisgiordania occupata. Il Washington Post ha riportato domenica le conclusioni dell’inchiesta interna avviata dall’esercito israeliano. «È stato un brutto incidente che non sarebbe dovuto accadere», ha dichiarato il portavoce militare Nadav Shoshani. «Non rappresenta il modo in cui i nostri soldati dovrebbero parlare o agire.» Il capo di Stato maggiore ha sospeso il dispiegamento operativo del battaglione, che resterà in servizio di riserva sottoposto a un percorso di rafforzamento etico e professionale.
La sospensione non è arrivata in seguito agli anni di rapporti sugli abusi documentati in Cisgiordania occupata. È arrivata quando la telecamera di Theophilos ha ripreso il volto di chi la stava rompendo.
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha condannato nella stessa giornata le violenze di «elementi estremisti in Giudea e Samaria». Non Cisgiordania, non West Bank: Giudea e Samaria, il nome biblico che i fautori dell’annessione usano per indicare lo stesso territorio. L’ambasciatore americano Mike Huckabee ha completato la ridefinizione su X: i coloni violenti non sono «settlers» ma «unsettlers». Il territorio resta lo stesso. I nomi cambiano a seconda di chi può tenerlo.
La Sveglia