Clan Lo Russo sotto scacco, 43 provvedimenti contro la famiglia che dominava il traffico di droga a Nord di Napoli. Dalle carte anche la vita “mondana” del figlio del boss

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Sotto scacco. Il clan Lo Russo, che dominava nell’area a nord di Napoli, è stato sgominato dall’operazione di questa mattina che ha portato a ben 43 provvedimenti, emessi dal gip di Napoli, a carico dei soggetti ritenuti responsabili – a vario titolo -di associazione di tipo mafioso, traffico di droga, armi da guerra e altri reati aggravati dall’art. 7 (che punisce il vantaggio dato ai clan).

Ma dall’inchiesta è emerso soprattutto il quadro di dominio del clan: l’organigramma delle piazze di spaccio, con i rispettivi “capi”, cassieri e vedette, i fronti del riciclaggio, ka suddivisione dei traffici – droga su tutti – comune per comune, o quartiere per quartiere. Finanche l’elenco delle armi e delle munizioni.

Ma ci sono anche i racconti più “mondani”, come quello dell’ultimo pentito dei narcos napoletani, Antonio Lo Russo, rampollo del papà boss Salvatore , il “ragazzo” che amava la Costa Azzurra e le belle donne, il camorrista che giocava a PlayStation con il campione del Napoli, Ezequiel Lavezzi.

L’operazione è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. Ad aprire l’ultimo inquietante spaccato sono state le dichiarazioni di Antonio Lo Russo, il cui pentimento si è unito a quello degli zii Mario e Carlo. Sequestrato l’arsenale del clan: un mitragliatore kalashnikov, 5 fucili e 6 pistole, 3 giubbotti antiproiettile e centinaia di munizioni.