L’ex ministro Treu nuovo presidente del Cnel. La casta non molla nemmeno le poltrone che vuole rottamare

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Non c’è niente da fare. Quella del Cnel ormai è diventata una storia infinita, simbolo non soltanto della Casta che non molla neanche mezzo strapuntino ma anche di una politica che alza bandiera bianca decidendo di approfittare di un ente inutile fino all’ultimo secondo disponibile. L’ennesimo colpo di scena è arrivato al termine del Consiglio dei ministri di ieri. Il Governo Gentiloni ha deciso di indicare l’ex ministro del lavoro, Tiziano Treu, come nuovo presidente dell’immortale Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, rifugio di ex sindacalisti in composizione eterogenea. Una decisione che solleva diverse domande.

Perché Treu, ex ministro, professore universitario, ha deciso di prestare il suo nome per la guida di un organo che a detta di tutti è il simbolo di quegli enti inutili che ancora campano coi soldi degli italiani? Domanda tanto più attuale se si considera che Treu aveva preso posizione a favore del referendum costituzionale che tra i punti qualificanti aveva proprio l’abolizione del Consiglio. Si dirà che fin quando non si approva una benedetta legge costituzionale l’organo non può essere cancellato e tanto vale nominare qualcuno al suo vertice, con tanto di sontuoso stipendio pubblico (per i tempi che corrono) e altrettanto sontuosa sede (la romana villa Lubin). Ma l’amarezza di fondo non può che moltiplicarsi.

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