Il Comune di Foggia sciolto per mafia. Il Viminale lo affida a una Commissione straordinaria. M5S: “La Lega chieda scusa”

Foggia Landella
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Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, ha deliberato, nel corso della riunione di ieri (qui la nota), l’affidamento a una commissione straordinaria della gestione del Comune di Foggia, già sciolto a seguito delle dimissioni del sindaco, il leghista Franco Landella arrestato il mese scorso per corruzione.

Secondo quanto ha scritto la commissione d’accesso del ministero dell’Interno, sono stati accertati “concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti tra gli amministratori locali e la criminalità organizzata”, e dunque il Comune va sciolto per infiltrazioni mafiose.

La Commissione nominata dalla Lamorgese sarà composta dal prefetto a riposo Marilisa Magno, dal viceprefetto Rachele Grandolfo e dal dirigente Sebastiano Giangrande. Il Comune pugliese era stato già stato sciolto, in via ordinaria dal prefetto, dopo le dimissioni rassegnate dall’ex sindaco Landella lo scorso 4 maggio (leggi l’articolo) e non revocate entro i 20 giorni dalla loro presentazione, anche perché il 21 maggio l’ex primo cittadino leghista era stato arrestato e posto ai domiciliari con l’accusa di tentata concussione, corruzione e rimesso in libertà dopo dieci giorni.

Ora Landella è libero ma è interdetto dai pubblici uffici per un anno. Nell’inchiesta, che ritiene di aver svelato un giro di tangenti al Comune di Foggia, è coinvolta anche la moglie dell’ex sindaco di Foggia, Daniela Di Donna, dipendente comunale, anche lei interdetta dai pubblici uffici per dieci mesi.

Nella durissima relazione al prefetto di Foggia, Carmine Esposito, si evidenzia che dal 2014 erano stati denunciati atti intimidatori nei confronti di alcuni consiglieri comunali e che esisteva una preoccupante pressione criminale sul Comune. Dal febbraio 2021 – si legge – le inchieste giudiziarie legate ad ipotesi di corruzione hanno coinvolto amministratori pubblici, tra i quali l’ex sindaco Landella e l’ex presidente del consiglio comunale Leonardo Iaccarino. “Dalle indagini conseguenti ai fatti corruttivi – si legge – traspare un quadro inquietante della realtà amministrativa dell’Ente, che attesta uno sviamento del munus pubblico in favore degli interessi della criminalità organizzata”.

“Lo Stato c’è e si riprende un territorio che per troppo tempo è stato terra di conquista dei clan mafiosi. Ringraziamo il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese – afferma in una nota l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Mario Furore – e tutto il Consiglio dei ministri per la decisione di affidare il Comune di Foggia a una commissione straordinaria. Le pressioni e le infiltrazioni mafiose, denunciate nella relazione del prefetto di Foggia Carmine Esposito, non lasciavano dubbi e documentavano atti intimidatori nei confronti di alcuni consiglieri comunali e un sistema criminali di appalti nel settore della videosorveglianza, nell’assegnazione delle case popolari e persino nei certificati antimafia per alcune imprese che hanno gestito servizi pubblici”.

“Coì come denunciato dallo stesso Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho – aggiunge ancora Furore a proposito del caso Foggia – la mafia foggiana è una delle più pericolose d’Italia e va combattuta con strumenti speciali. Oggi siamo nella clamorosa situazione che Ministri leghisti hanno commissariato per mafia un Comune amministrato dai leghisti stessi, visto che il sindaco Franco Landella nell’agosto del 2020 aveva metaforicamente consegnato la città e l’amministrazione a Matteo Salvini. In una fase decisiva per il nostro territorio, con gli investimenti legati al Recovery Fund che stanno arrivando al Sud Italia e con imprese e lavoratori in cerca della tanto agognata ripresa economica, il Comune di Foggia resta senza amministrazione politica per 18 mesi. Questo è un vuoto gravissimo, la Lega e tutto il centrodestra devono chiedere scusa per tutti i danni che sta creando”.

Dall’archivio: Franco Landella: a Foggia il sindaco leghista chiedeva mazzette per gli appalti. La destra nelle carceri batte tutti i sondaggi.