Con questi commissari la Calabria non ha… Speranza. I 5S contro la nomina di Zuccatelli al posto di Cotticelli su scelta del ministro della Salute. “Nomina inadeguata”

di Raffaella Malito
Politica

La nomina del commissario alla Sanità in Calabria getta nello scompiglio la maggioranza. Dopo l’uscita di scena tra le polemiche di Saverio Cotticelli, sono circolati video imbarazzanti di Giuseppe Zuccatelli (nella foto), incaricato di sostituirlo. A sponsorizzarlo e a difenderlo si è schierato in prima linea il ministro della Salute Roberto Speranza. Ma in realtà sono in pochi a prendere per buone le scuse del manager del settore sanitario rispetto al video in cui sostiene l’inutilità delle mascherine.

“Il caso lo apre e lo chiude Speranza. Lui ha chiesto di indicare quel nome al Consiglio dei ministri, io ho visto con impressione e disapprovazione un video che derubricare a gaffe è impossibile”, dice Davide Faraone di Italia viva. E se il Pd tace (solo il ministro dem Giuseppe Provenzano si è speso a favore) il M5S si divide. “Zuccatelli è già presente sul campo e ha sicuramente un curriculum di esperienza. Non andrei a vedere il passo falso sulla mascherina. Se i risultati tra qualche mese non ci sono via a calci nel sedere anche lui”, dichiara il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri.

Non la pensano così gli eletti calabresi M5S che chiedono la revoca del neo commissario. Una nomina che definiscono “inaccettabile beffa per i cittadini”. Parole di fuoco usa pure la sottosegretaria al Mibact, Anna Laura Orrico: “Non voglio rassegnarmi all’idea che manchino i margini per dotare la Calabria di una struttura commissariale all’altezza”. Mentre c’è chi come il presidente dell’Antimafia Nicola Morra spera di coinvolgere nella partita Gino Strada.

A criticare la scelta di Zuccatelli era stato a caldo anche il segretario di Sinistra italiana e deputato di Leu, Nicola Fratoianni: “Capisco l’urgenza ma così non si può fare. Si intervenga subito”. Commenta amaro Massimo Galli, ordinario di Malattie infettive alla Statale di Milano e direttore all’Ospedale Sacco: “Posso solo aprire le braccia. L’impressione è che in Italia non si valuti sulla base delle competenze ma si chiamino gli amici degli amici”.