Concluse le consultazioni. Super Mario vede il traguardo. Coro di Sì da imprese, sindacati e associazioni. L’ultima incognita restano i 5 Stelle

MARIO DRAGHI
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Le parole di Vito Crimi (“No a un governo a tutti i costi”), il video di Beppe Grillo di martedì, il temporaneo rinvio della votazione su Rousseau avevano il preciso obiettivo di ottenere dal premier incaricato maggiori garanzie. La richiesta di un segnale. Che l’ex banchiere si assumesse un impegno pubblico su quanto promesso nelle consultazioni ai Cinque Stelle su green, Recovery, ambiente, giovani, reddito di cittadinanza, Mes. E il segnale è arrivato (leggi l’articolo). Forse il più forte che ci si potesse aspettare. Mario Draghi, nell’incontro avuto con le associazioni ambientaliste (Legambiente, Wwf, Greenpeace), ha confermato che il super ministero della Transizione ecologica, chiesto da Grillo, ci sarà. Commenta subito Luigi Di Maio: “Un’ottima notizia”.

Che, complice forse un nuovo contatto tra l’ex presidente della Bce e il fondatore del Movimento, potrebbe sbloccare definitivamente la situazione di stallo che si è creata tra i pentastellati sull’ipotesi di un sostegno all’esecutivo Draghi. Il voto degli attivisti sulla piattaforma, annuncia Crimi, ci sarà oggi. Nuove conferme arrivano da Giuseppe Conte: “Se fossi iscritto a Rousseau voterei sì, perché ci sono tali urgenze che comunque è bene che ci sia un governo”. Ribadisce il suo sì a Draghi il comitato politico del Pd. Matteo Salvini, invece, incontra Silvio Berlusconi. I due leader, si legge in una nota, “si sono confrontati sulla situazione politica e sui contenuti delle proposte presentate a Draghi”, ribadendo “la ferma volontà di dare un contributo, con senso di responsabilità e senza porre alcun veto per risollevare il Paese”.

Ieri Draghi ha terminato il giro di consultazioni incontrando enti locali, parti sociali e associazioni ambientaliste. L’ex banchiere incassa il supporto convinto delle imprese. “Abbiamo espresso il nostro più convinto sostegno, nella vera speranza che il consenso parlamentare riservato al programma sia ampio e solido, perché c’è davvero molto da fare, e bisogna farlo presto e bene”, dice Confindustria, con il presidente Carlo Bonomi. Aprono anche i sindacati che chiedono la conferma del blocco dei licenziamenti e della cassa Covid (in attesa che vengano riformati gli ammortizzatori sociali e che decollino le politiche attive) e apprezzano il metodo seguito dal premier incaricato.

“C’è la nostra piena disponibilità a dare un contributo”, dice Annamaria Furlan della Cisl. Mentre il leader della Cgil, Maurizio Landini sottolinea: “Il confronto con le parti sociali deve proseguire”. Dalla delegazione dell’Abi arriva invece la richiesta di non interrompere anzitempo “i provvedimenti eccezionali che in questi mesi sono stati varati a sostegno dell’economia produttiva, con prestiti garantiti e moratorie”. “Il presidente incaricato – ha aggiunto Il numero uno Antonio Patuelli – si è dimostrato molto consapevole della problematica e della situazione e dei rischi dei crediti deteriorandi”.

Prorogare la cassa integrazione Covid e continuare con ristori adeguati è la richiesta arrivata dalla Confcommercio. In mattinata, inoltre, l’ex numero uno della Bce ha incontrato i rappresentanti degli enti locali. “Massima collaborazione” al premier incaricato è stata assicurata da Stefano Bonaccini, presidente della conferenza delle Regioni. E da Antonio Decaro, presidente dell’Anci, che offre la disponibilità dei centri estivi “per dare modo di recuperare il gap” della formazione scolastica avvenuto a causa del Covid. Tra i temi portati all’attenzione di Draghi innanzitutto quello delle risposte all’emergenza sanitaria, sociale ed economica, a partire dal piano di vaccinazione, l’urgenza di fare le riforme e di utilizzare al meglio tutte le risorse europee con il Recovery plan. Non è noto quando salirà al Colle per sciogliere la riserva – molto dipende dai “lavori in corso” tra i Cinque Stelle – ma è ragionevole pensare che solo allora Draghi parlerà.

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