Concordia, il ministro Orlando spinge i rottami della nave verso Piombino. Ma la guerra tra i porti è solo all’inizio. Tutti fiutano l’affare

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L’affare fa gola a tanti. E anche se la nave non si muoverà prima di primavera dall’Isola del Giglio continua la caccia ai suoi rottami da smaltire. Di ipotesi se ne sono fatte tante, e se ne continuano a fare. Piombino, Civitavecchia, Napoli e Palermo quelle più in voga. Poi altre più suggestive. Smorza però i toni il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando intervenendo su Radio 24: “Penso che sia una discussione prematura e fuorviante. Adesso si tratta di mettere la nave in sicurezza e di consentirle di affrontare lo spostamento, di ripristinare per quanto possibile la fiancata deteriorata, di recuperare mi auguro anche i due corpi e poi di ragionare, con la primavera del prossimo anno sui quale è la destinazione più idonea. Adesso questo derby, questo scatenarsi dei vari porti è assolutamente inutile. Perché alla fine il criterio sarà uno: il porto più vicino pronto al momento dello spostamento”.

“C’è anche una concreta possibilità che la nave venga portata in un porto estero?”, viene chiesto al ministro. “Dipenderà molto dalla filiera delle demolizione – risponde Orlando – E’ necessario che i porti che si candidano ad ospitarla, a partire da Piombino che idealmente è la collocazione migliore perché è quella più prossima, si attrezzino anche perché vi siano aziende in grado di chiudere tutto il ciclo della demolizione. Anche smontare una nave così è un grande lavoro ingegneristico. Quello che dobbiamo evitare è che venga portata in paesi del terzo mondo dove le navi vengono demolite in condizioni di pericolosità e senza rispetto per le normative ambientali e del lavoro”. E domani, invece, riprenderà la ricerca dei dispersi.