L’inflazione torna a ruggire dando segnali di accelerazione e tutto ciò, anche se i livelli restano complessivamente moderati, aumenta la preoccupazione per l’impatto sulle famiglie. È l’allarme lanciato da Confesercenti commentando i dati Istat: nel 2025 i prezzi al consumo aumentano in media dell’1,5%, in salita rispetto al +1,0% del 2024.
Il problema, sottolinea l’associazione, non è tanto il dato generale quanto la distribuzione degli aumenti, che colpiscono soprattutto le spese essenziali e ricorrenti. Alimentari, mobilità, tariffe e servizi indispensabili registrano rincari che incidono immediatamente sulla percezione del caro-vita, riducendo gli spazi di manovra dei bilanci familiari.
Confesercenti lancia l’allarme: “Prezzi in accelerazione e caro-vita in aumento”
Nel dettaglio, nel corso dell’anno appena concluso i prodotti alimentari e le bevande analcoliche segnano un aumento medio del 2,9%, in crescita rispetto al +2,4% del 2024. Le spese sanitarie salgono dell’1,5%, mentre torna a pesare in modo significativo la componente energetica regolamentata, che passa dal -0,2% del 2024 a un +16,2%, riportando al centro dell’attenzione il tema di bollette e tariffe.
Secondo Confesercenti, nel 2025 i prodotti ad alta frequenza di acquisto crescono in media del 2%, ma a preoccupare è soprattutto l’accelerazione delle spese a media frequenza, che balzano all’1,6% dopo il modesto +0,2% dell’anno precedente. La bassa frequenza resta invece più contenuta, con un incremento dello 0,2%.
Il quadro di fine anno conferma questa tendenza. A dicembre 2025 l’indice generale è stimato in aumento dello 0,2% su novembre e dell’1,2% su base annua, spinto in particolare dal rialzo dei servizi di trasporto e dal rafforzamento dei prezzi alimentari, sia lavorati sia non lavorati.