Confessione choc del pentito Iovine

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dalla Redazione

Dal pentito dei casalesi Antonio Iovine arriva una nuova, scioccante dichiarazione: «Duecentocinquanta mila euro per aggiustare un processo». Lo ha dichiarato in un interrogatorio depositato oggi dai pm della Dda, a cui è seguita l’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Roma con l’ipotesi di corruzione.

Iovine – in un nuovo verbale depositato nel corso del processo per le minacce a Rosaria Capacchione e Roberto Saviano – ha dichiarato che il suo legale, avvocato Michele Santonastaso, attualmente detenuto per un’altra inchiesta, gli disse che occorreva la somma di 250mila euro da consegnare a un giudice e a un avvocato per ottenere l’assoluzione in appello in un processo per duplice omicidio.

Il pentito in particolare fa riferimento a due episodi, relativi a vicende che si erano concluse con la condanna in primo grado e con il ribaltamento della sentenza da parte della medesima sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli che lo assolse. Il 26 maggio scorso Iovine è stato interrogato dal pm della Dda di Napoli, Antonello Ardituro. «In alcune occasioni l’avvocato Michele Santonastaso – ha affermato Iovine – mi ha chiesto dei soldi per farmi avere delle assoluzioni». Il collaboratore si sofferma dapprima sul processo per l’omicidio di Nicola Griffo, vittima di lupara bianca. Santonastaso, a suo dire, gli avrebbe consigliato un penalista «che aveva un buon rapporto» con il presidente della Corte di assise Appello. «Il discorso fu molto chiaro, mi consigliò la nomina facendo riferimento chiaramente alla sua amicizia con il presidente della Corte». Il pentito nei verbali fa i nomi del giudice e dell’avvocato che sarebbero stati coinvolti nella vicenda, ora all’attenzione dei pm della procura di Roma, cha ha la titolarità delle indagini in cui sono indagati magistrati del distretto partenopeo.

Santonastaso avrebbe fatto sapere a Iovine che l’avvocato voleva 200 milioni di lire necessari per fargli ottenere l’assoluzione. «Io accettai, fui assolto e pagai i 200 milioni in due rate di 100 milioni ciascuno’ «Santonastaso non mi ha mai spiegato nel dettaglio quale strada fu percorsa per ottenere l’assoluzione ma era chiaro che essa era stata ottenuta con metodi illeciti». Al pm Ardituro il pentito (che fu condannato a 30 anni in primo grado e assolto in appello) ha ammesso di aver commesso il delitto con la complicità di altri tre camorristi.

Iovine si sofferma poi su un duplice omicidio. Si tratta dell’uccisione di Ubaldo e Antonio Scamperti, avvenuta a San Tammaro (Caserta) nel 1985. Per tale delitto Iovine fu condannato all’ergastolo in primo grado e assolto dalla stessa sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli. Quando seppe che il processo era stato assegnato allo stesso presidente «mi tranquillizzai molto» dice Iovine. «Santonastaso mi chiedeva la disponibilità a dargli 200mila euro. Io diedi il via libera ed effettivamente fui assolto. Pagai i 200mila euro a Santonastaso in due rate da 100mila a distanza di una settimana l’una dall’altra». Anche per il duplice omicidio Iovine ha ammesso la propria partecipazione diretta. Alla domanda del pm sul perché avessero atteso il giudizio di appello e non fossero intervenuti prima per «aggiustare» i processi, Iovine spiega: «Santonastaso mi faceva il ragionamento che per quanto riguarda la Corte di Assise di Santa Maria Capua vetere non era sua competenza, perché Santa Maria era un po’ così, faceva la differenza tra Napoli e Santa Maria».

Le carte trasmesse per competenza dai magistrati partenopei sono ora all’attenzione dei pm romani da alcuni giorni. Gli inquirenti capitolini, in base a quanto filtra, interrogheranno Iovine che nelle sue dichiarazioni tirerebbe in ballo anche un ex giudice della corte d’assise d’Appello di Napoli già sotto processo a Roma per il reato di rivelazione del segreto d’ufficio ed abuso d’ufficio.