Conflitto d’interessi sui vitalizi M5S in piazza. Senato in tilt. Caliendo, presidente della Contenziosa, si astiene. Ma non si sa chi e in che modo potrà sostituirlo

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Mentre aumentano sempre di più le adesioni alla manifestazione organizzata dal Movimento 5 Stelle per il 15 febbraio contro il ripristino dei super vitalizi, la situazione della Commissione Contenziosa di Palazzo Madama, l’organo giurisdizionale incaricato di esaminare i ricorsi degli onorevoli contrari alla sforbiciata data alle somme loro dovute, diventa sempre più complessa. Dopo l’inchiesta de La Notizia, che ha evidenziato i numerosi conflitti d’interesse dei componenti di quell’organismo, il forzista Giacomo Caliendo ha annunciato che si asterrà. Resta però il problema sul chi e come andrà a sostituirlo.

Non sembra automatico che al suo posto entri uno ei supplenti e appare improbabile, come ipotizzato da qualcuno negli ultimi giorni, che a decidere chi presiederà la Contenziosa possa essere il presidente della Corte d’Appello. “In quest’ultimo caso – riferisce a La Notizia un’autorevole fonte parlamentare – verrebbe meno l’autodichia, la giustizia ordinaria andrebbe a prendere delle decisioni sulla giustizia parlamentare. Ma in effetti, come accade nel caso di astensione di un giudice di Corte d’Appello, non può scattare neppure un automatismo che faccia subentrare un determinato supplente”. Un pasticcio. “Non mi sembra che ci siano precedenti – specifica la stessa fonte – e occorrerà ora analizzare cosa eventualmente è previsto dal regolamento”.

LA MOBILITAZIONE. Giornate difficili insomma mentre i pentastellati si mobilitano davanti all’ultimo colpo di coda della casta, decisa a rimettere le mani sui ricchi vitalizi tagliati proprio su spinta del M5S, che di quel provvedimento ha fatto una bandiera e che insiste affinché la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati azzeri l’intera Commissione. “Sapevamo che il sistema avrebbe provato a cancellare le nostre riforme. C’è una sola risposta: il popolo italiano che deve scendere pacificamente in piazza contro questo osceno atto di restaurazione”, ha sostenuto lo stesso Luigi Di Maio.

“Il MoVimento 5 Stelle si è battuto come un leone per cancellare i vitalizi. Ora qualcuno vuole riprenderseli. Non possiamo permetterlo. Dobbiamo reagire, manifestando pacificamente il nostro dissenso. Per questo vi chiediamo di unirvi a noi e di ritrovarci tutti insieme in piazza a Roma. L’appuntamento è per sabato 15 febbraio, alle ore 14, in Piazza San Silvestro”, gli ha fatto eco dal blog delle Stelle il reggente Vito Crimi. Lo stesso Crimi ha poi specificato che sono oltre 700 i ricorsi presentati da ex parlamentari che mirano a reintrodurre i privilegi. Ricorsi al vaglio della Commissione Contenziosa, dove però, evidenzia l’attuale numero uno del Movimento 5 Stelle, “qualcuno sta tentando, con gravi forzature e palesi conflitti d’interesse, di annullare la delibera con la quale eravamo riusciti a trasformare i vitalizi dei parlamentari in trattamenti contributivi, equiparandoli alle pensioni previste per tutti i cittadini”.

“Adesso, nel 2020, mentre noi abbassiamo le tasse a 16 milioni di lavoratori dipendenti – ha concluso Crimi – questi “onorevoli” della vecchia politica fanno di tutto per tornare al passato, al Medioevo dei vitalizi. È inaccettabile. A far esplodere definitivamente lo scandalo è stata la bozza della sentenza della Commissione chiamata a giudicare i ricorsi sui vitalizi. Una sentenza di fatto già scritta, considerato che due quotidiani ne hanno diffuso a grandi linee il contenuto. È gravissimo che la decisione sia già preconfezionata senza che si sia tenuta alcuna camera di consiglio”. Tutti in piazza dunque a difesa non dei vitalizi ma dei tagli. Parlamentari e comuni cittadini.