Congedo parentale, cosa cambia per la madre e il padre: ecco tutte le novità

Congedo parentale: ecco cosa cambia e prevede il nuovo Decreto voluto dal Governo in merito alla questione.

Congedo parentale, cosa cambia per la madre e il padre: ecco tutte le novità

Congedo parentale: ci sono delle novità importanti per le madri e padri che decidono di avere dei figli. Una normativa che mette l’Italia a passo del resto dell’Unione Europea. Ecco in dettaglio cosa è previsto e cambia.

Congedo parentale, cosa cambia

L’Italia si mette al passo dell’Europa per quanto riguarda il congedo parentale. La prima direttiva Ue recepita punta “a promuovere il miglioramento della conciliazione tra i tempi della vita lavorativa e quelli dedicati alla vita familiare per tutti i lavoratori che abbiano compiti di cura in qualità di genitori o di prestatori di assistenza, i cosiddetti caregivers, al fine di conseguire una più equa condivisione delle responsabilità tra uomini e donne e di promuovere un’effettiva parità di genere sia in ambito lavorativo, sia familiare”.

Le cose sono cambiate come stabilito dall’ultimo(22 giugno) decreto voluto dal Consiglio dei Ministri, che sottolinea come il diritto si estende, per entrambe le categorie, in caso di gravi complicanze della gravidanza o di persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza”, dietro accertamento dell’Asl

Per la madre e il padre: ecco tutte le novità

Ecco, di seguito, le novità previste sia per la madre sia per il padre:

  • Il congedo di paternità diventa obbligatorio e della durata di 10 giorni lavorativi per il padre lavoratore e va dai 2 mesi precedenti ai 5 successivi al parto, sia in caso di nascita sia di morte perinatale del bambino. Si tratta di un diritto autonomo e distinto spettante al padre lavoratore, accanto al congedo di paternità cosiddetto alternativo, che spetta soltanto nei casi di morte, grave infermità o abbandono del bambino da parte della madre.
  • Inoltre, da 10 a 11 mesi diventa la durata complessiva del diritto al congedo parentale spettante al genitore solo, nell’ottica di una maggior tutela per i nuclei familiari monoparentali; da 6 a 9 in totale, i mesi di congedo parentale coperto da indennità nella misura del 30%, fermi restando i limiti massimi di congedo fruibili dai genitori; da 6 a 12 anni, l’età del bambino entro la quale i genitori, anche adottivi e affidatari, possono fruire del congedo parentale, indennizzato nei termini appena descritti.
  • Per autonome e professioniste si allarga il diritto all’indennità di maternità, anche per gli eventuali periodi di astensione anticipata per gravidanza a rischio. Mentre i datori di lavoro pubblici e privati che stipulano accordi per lo smart working sono tenuti a dare priorità alle richieste formulate dalle lavoratrici e dai lavoratori con figli fino a 12 anni di età o senza alcun limite di età nel caso di figli in condizioni di disabilità. La stessa priorità è riconosciuta da parte del datore di lavoro alle richieste dei lavoratori che siano caregiver.