Le opzioni sono due: o la maggioranza parlamentare si disinteressa di ciò che pensa la ministra del Lavoro, oppure ciò che dice la stessa Marina Calderone rientra più nell’ambito della propaganda che nella realtà politica. Altrimenti si fa fatica a comprendere la differenza di giudizio tra ciò che ha fatto la maggioranza alla Camera martedì sul congedo parentale paritario e ciò che ha affermato la ministra il giorno dopo. Riavvolgiamo il nastro: solo due giorni fa la commissione Bilancio di Montecitorio e poi l’Aula hanno affossato la proposta unitaria delle opposizioni che chiedeva di equiparare i mesi di sospensione dal lavoro per madri e padri, portando la copertura dall’80% al 100%.
La proposta è stata bocciata dopo che la Ragioneria generale dello Stato ha dato parere negativo sulle coperture, ritenute insufficienti. Le opposizioni hanno quindi chiesto di poter esaminare con attenzione il provvedimento per individuare queste coperture, ma le destre hanno ignorato l’appello e hanno deciso di bocciare il provvedimento. Scrivendo così la parola fine sulla proposta di congedo parentale paritario. Passano, però, 24 ore e la ministra del Lavoro torna sul tema al forum Ansa.
Non, come ci si aspetterebbe, per spiegare la contrarietà della maggioranza al provvedimento, ma per sostenere che lei in realtà sarebbe d’accordo. Peccato che non l’abbia detto o dimostrato dopo l’appello delle opposizioni di rivedere il disegno di legge. Per Calderone la condivisione di responsabilità sulla genitorialità è un obiettivo condivisibile, pur dovendo affrontare il tema delle coperture. “Credo molto di più nel congedo paritario che nel salario minimo”, afferma la ministra. Peccato però che la sua maggioranza abbia affossato il congedo così come ha fatto in passato col salario minimo.
Congedo parentale paritario, le destre in tilt
Per Calderone il tema è “importante” ma servirebbero 4,5 miliardi. La ministra sottolinea la necessità di “salvaguardare la donna che affronta una maternità”, sostenendo i padri “nell’assunzione di responsabilità” ma partendo dalle necessità di bilancio. Le opposizioni criticano però Calderone, chiedendole perché non sia intervenuta il giorno precedente per cambiare il parere sulla proposta e convincere la maggioranza a discuterne. Dai 5 Stelle la deputata Valentina Barzotti parla di dichiarazioni “fantascientifiche”: “Stupisce che tali parole, che sembrano pronunciate più da un’opinionista che da una ministra del Lavoro, arrivino all’indomani della bocciatura da parte della sua maggioranza della proposta di legge unitaria delle opposizioni”.