Consegnate a Palazzo Chigi oltre 170mila firme per salvare Radio Radicale. Crimi: “Nel 2019 ha maturato il diritto a percepire 9 milioni”

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C’è ancora chi non si rassegna alla morte di Radio Radicale, condannata dopo la decisione del Governo di non rinnovarle la convenzione con il Mise e in particolare dall’intransigenza del sottosegretario Vito Crimi (nella foto). Oggi una delegazione composta da parlamentari della Lega, del Pd, di Forza Italia e di Fratelli d’Italia e da componenti del gruppo misto si è recata a Palazzo Chigi, per consegnare le firme di oltre 170 mila cittadini che hanno sottoscritto la petizione Salva Radio Radicale, lanciata dalla storica emittente sulla piattaforma Change.org. E il Cdr della radio, sperando che qualcosa nella conversione del decreto crescita sia possibile, hanno lanciato l’ennesimo appello al premier Giuseppe Conte e ai vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

Intanto sottosegretario all’Editoria Crimi ha ricordato, “per mero dovere di cronaca”, che nel 2019 Radio Radicale “ha maturato il diritto a percepire 9 milioni di euro”. “Quindi qualunque recriminazione in termini di sostenibilità economica dei propri bilanci – ha aggiunto – deve fare i conti con quanto ha realmente percepito. Segnalazione necessaria a fronte di continui infondati allarmismi che i vertici della radio del partito Radicale lancia continuamente. Altresì l’erogazione dei 9 milioni di euro di soldi pubblici dovrebbe rassicurare anche la Lillo Spa che fattura 2,3 miliardi di euro, socio al 25% della Spa che controlla la radio di partito”.