Appalti, Consip alla prova del nove. Via a una gara per la pulizia di Tribunali e Procure. In ballo ci sono 70 milioni di euro divisi in 20 lotti

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di Stefano Sansonetti

Se non è un banco di prova poco ci manca. L’appuntamento, per quella che sta cercando di presentarsi come una nuova Consip, è a dir poco delicato. Lo scorso 4 agosto la Centrale acquisti del Tesoro, uscita piuttosto malconcia delle inchieste che hanno coinvolto anche un pezzo di “giglio magico”, ha pubblicato gli estremi di una maxiprocedura che ha come obiettivo “l’affidamento dei servizi di pulizia e igiene ambientale per gli immobili del Ministero della giustizia”. Volendo tradurre in termini ancora più espliciti, significa che la società pubblica ha appena lanciato un bando di gara per la pulizia di Tribunali e Procure di tutta Italia, comprese quella che in modo o nell’altro si sono trovate a indagare sugli appalti predisposti dalla stessa Consip.

Il contesto – Per questo la sfida di fronte alla quale si trova il nuovo amministratore delegato, Cristiano Cannarsa, è di estrema delicatezza. E lo è ancor di più se si considera lo schema che i nuovi vertici aziendali hanno voluto seguire. Si dà infatti il caso che l’appalto in questione sia diviso nella bellezza di 20 lotti geografici, per un valore massimo stimato in 71 milioni e 194 mila euro (in 36 mesi). In un certo senso è la prima volta che la Consip manda avanti un’operazione di questo tipo. La gara per la pulizia degli immobili del Ministero della giustizia, infatti, si inserisce nel più grande perimetro ribattezzato “Sistema dinamico di acquisizione per la fornitura dei servizi di pulizia e igiene ambientale per gli immobili in uso, a qualsiasi titolo, alle pubbliche amministrazioni”. Questo sistema dinamico venne inaugurato il 22 giugno del 2016 dall’allora Ad della società pubblica, l’ex renziano Luigi Marroni, successivamente uscito da Consip proprio in seguito agli effetti prodotti dall’inchiesta sull’appalto per il facility management. Insomma, parliamo di un passaggio decisivo per la società del Tesoro, sia in considerazione dei beneficiari del servizio (Tribunali e Procure), sia per il sistema adottato. Su quest’ultimo punto, infatti, dalle carte emerge che il valore dei 20 lotti è economicamente inferiore rispetto alle medie registrate negli ultimi tempi.

Il dettaglio – Il lotto più ricco, per dire, è quello della Lombardia, stimato in 9 milioni e 847 mila euro, seguito dalla Sicilia (in particolare Palermo), stimato in 6 milioni e 835 mila euro, e dal Piemonte con 6 milioni e 787 mila euro. Funzionerà questa divisione? è l’augurio che si fanno in molti. Senza contare che uno degli aspetti più rilevanti di questo nuovo bando consisterà nelle aziende che parteciperanno alla procedura. Va registrato che tutti i principali gruppi del settore pulizia, in Italia, hanno avuto non poche fibrillazione nei rapporti con la Consip. Manutencoop e Cns, già sanzionate dall’Antitrust per intesa anticoncorrenziale nell’appalto sulla pulizia delle scuole, sono finite nel mirino della procura di Roma. Kuadra è stata sanzionata dall’Antitrust. Sullo sfondo potrebbe esserci anche l’interesse di alcuni colossi stranieri, come i tedeschi di Dussmann. Il tutto mentre venerdì in un’intervista a Repubblica, l’imprenditore Alfredo Romeo (appena liberato) si è difeso a spada tratta bollando l’inchiesta Consip come scorretta, negando legami con il papà di Renzi e respingendo l’accusa di corruzione. Un clima, quindi, che intorno a una delle più importanti società pubbliche continua a non essere semplice.

Twitter: @SSansonetti