L’accordo c’era. O forse no. L’unica certezza è che lo scontro sulla nomina del prossimo presidente della Consob, tutto interno alla maggioranza, si accende. L’avvio della procedura per la scelta del successore di Paolo Savona era atteso nel Consiglio dei ministri di martedì, ma la scelta è stata rinviata dopo le obiezioni di Forza Italia al nome del leghista, e attuale sottosegretario, Federico Freni. Non un veto sul nome, hanno sottolineato gli azzurri, ma sulla mancata indipendenza che un esponente politico avrebbe a ricoprire questo ruolo.
Dalla Lega c’è chi fa notare che in realtà proprio Forza Italia, in passato, ha scelto un suo esponente alla guida della Consob. E così lo scontro si riaccende su una partita delicatissima e che sembra interessare tutti nella maggioranza, tanto più chi, come gli azzurri (sempre vicini ai Berlusconi e alle loro società), sa quanto sia delicata la vigilanza sulle aziende quotate in Borsa di cui si occupa la Consob.
Consob, volano gli stracci sulla nomina di Freni
A tornare all’attacco è il portavoce nazionale di Forza Italia, Raffaele Nevi, che smentisce l’esistenza di un accordo di maggioranza su Freni. Non c’era un’intesa, assicura, neanche “di massima”, sull’ingresso del sottosegretario nella Consob. L’accordo di massima a cui si riferisce è quello di cui parla il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, ma Nevi spiega che “questa ricostruzione ci ha molto irritato perché noi siamo sempre corretti e pretendiamo correttezza anche dagli alleati”. Insomma, per Forza Italia si è trattato di un “blitz della Lega organizzato alle spalle di Fi”.
Molinari aveva spiegato che il nome di Freni era stato proposto dalla Lega ma “Forza Italia ha messo un freno”, mettendo “in discussione” l’intesa che a suo giudizio già esisteva. Per Molinari, però, la posizione del Carroccio non cambia, considerando che “la Lega ha rinunciato ad altre nomine su altri enti” e continuerà a puntare sul nome di Freni. E non solo, perché secondo Molinari anche l’eventuale sostituto di Freni al Mef deve essere scelto dalla Lega.
Come sottolinea il leader M5s, Giuseppe Conte, “la maggioranza Meloni si è incontrata per litigare furiosamente: stanno volando gli stracci, si stanno accusando pubblicamente gli uni con gli altri di essere sleali e bugiardi”. Il problema, per Conte, è che non litigano su misure importanti come quelle su tasse o stipendi, ma “per le nomine”, dando vita a uno “spettacolo indegno”. Anche se c’è chi, come il ministro Tommaso Foti, assicura che “non c’è stata nessuna tensione”. O chi, come il forzista Giorgio Mulè, getta acqua sul fuoco esprimendo apprezzamento per Freni: “Ha tutte le capacità per ricoprire quel ruolo”. Eppure lo scontro resta.