Consulta, dodicesima fumata nera

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Di Sergio Castelli

Paralizzati dalla Consulta. Sulla nomina dei due giudici della Corte Costituzionale la situazione resta ancora imbrigliata con i partiti che non sono riusciti a trovare l’accordo per la dodicesima volta. E nonostante l’ammonimento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che nella mattinata di ieri ha strigliato duramente le due Camere invitanto i partiti trovare una soluzione in tempi rapidi.

APPELLO INASCOLTATO
La partita ha confini molto più ampi. Perché oltre alla scelta dei due giudici, la trattativa per la Consulta rischia di paralizzare l’intero tavolo delle Riforme. Fatto sta che i due candidati usciti fuori dall’asse Pd-Forza Italia, Donato Bruno e Luciano Violante, si sono fermati ancora una volta lontano dal quorum fissato a quota 570. Nell’ultima votazione Violante è tornato a superare Bruno: 518 voti per il candidato del Pd (ieri ne aveva ottenuti 526) e 511 per l’esponente di Forza Italia che ieri era arrivato a 544. Stamattina un ulteriore tentativo, e sembra quasi certo, che l’asse Pd-Fi punterà nuovamente sulla stessa accoppiata. Una prova di forza che però deve fare i conti con due partiti che al loro interno stanno vedendo crescere sempre più l’ala di dissidenti. I franchi tiratori che di fatto stanno impedendo l’elezione dei due giudici costituzionali. Anche se fonti vicine ai due partiti puntano il dito contro Sel e Lega Nord che hanno fatto mancare il sostegno all’accoppiata che ora convince sempre meno.

NIENTE DI NUOVO AL CSM
E la situazione, come prevedibile, non si è sbloccata nemmeno per l’elezione dei due membri laici del Consiglio superiore della Magistratura. Nessuno è riuscito a raggiungere la quota di 514 voti necessari per far scattare l’elezione (servivano i 3/5 dei votanti). Pierantonio Zanettin sarebbe arrivato a 448 voti e Alessio Zaccaria a 136 consensi. E allora anche in questo caso ci si riproverà nella giornata odierna. Con la speranza di sbloccare una matassa, che in ogni caso deve far riflettere sulla governabilità di questo Paese con l’attuale situazione di stallo che permane in Parlamento.