Contagi quadruplicati in due mesi. Cartabellotta (Gimbe): “Non dobbiamo sederci sugli allori. Bisogna giocare d’anticipo per contenere la seconda ondata”

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Con l’allentamento delle misure di contrasto al Covid-19, prosegue il trend di crescita dei nuovi positivi. Come emerge dall’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe, think tank che si occupa di ricerca in ambito sanitario, da fine luglio a oggi le persone attualmente positive al Covid-19, ossia i cosiddetti casi attivi, sono quasi quadruplicate, passando da 12.482 della settimana dal 15-21 luglio ai 45.489 della settimana 16-22 settembre. Si tratta di un trend di crescita reso ancor più evidente se si confrontano i 10.907 nuovi casi di contagio da coronavirus della settimana 16-22 settembre con i 1.408 nuovi casi della settimana 15-21 luglio. Aumento di casi attivi che si riflette anche sul numero di ospedalizzazioni dove, in appena 2 mesi, i pazienti ricoverati con sintomi sono passati da 732 di fine luglio ai 2.604 attuali mentre quelli in terapia intensiva da 49 a 239. “Fortunatamente però” spiega il presidente Gimbe, Nino Cartabellotta “la composizione percentuale dei casi attualmente positivi si mantiene costante: mediamente il 93-94% sono asintomatici; i pazienti ricoverati con sintomi rappresentano il 5-6% del totale e quelli in terapia intensiva lo 0,5%, anche se con differenze regionali rilevanti”.

 

Stando al report le regioni con più pazienti ricoverati con sintomi si concentrano in Lazio (482), Campania (360) e Lombardia (294). Quelli dei pazienti in terapia intensiva in Lombardia (34), Lazio (31), Campania (23). “Se è vero che rispetto ad altri Paesi europei manteniamo ancora un vantaggio rilevante grazie ad un lockdown più tempestivo, intenso e prolungato e a riaperture più graduali, non è il caso di adagiarsi sugli allori, ma bisogna giocare d’anticipo per contenere la seconda ondata ed evitare sovraccarichi del sistema sanitario” ha spiegato Cartabellotta.