Conte accelera, decreto d’aprile in arrivo entro Pasqua. Misure oltre i 25 miliardi. Ma la cifra reale è appesa alla sfida Ue sul Mes

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Potrebbe arrivare già oggi il via libera del Consiglio dei ministri per consentire alle imprese “un più agevole accesso ai finanziamenti delle banche, fino a 200 milioni di euro, con la garanzia dello Stato”. Parola del premier, Giuseppe Conte, che punta anche a varare entro Pasqua “una sorta di manovra di nuove misure economiche di importi molto rilevanti”. Annunci che arrivano mentre in Senato prosegue l’iter di conversione del decreto Cura Italia.

TABELLA DI MARCIA. Dopo il vertice di mercoledì tra Conte e i leader di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, prosegue inoltre il confronto sulle misure per anti-crisi per l’emergenza coronavirus da inserire anche nel decreto di aprile. “Non intendiamo nazionalizzare nessuna impresa, piuttosto lavoriamo per tutelare i nostri asset strategici con lo strumento del golden power”, ribadisce il presidente del Consiglio “Il vento in Europa sta cambiando”, afferma fiducioso che il braccio di ferro sul Mes in corso a Bruxelles possa chiudersi a favore dell’Italia (leggi pezzi alle pagine 2 e 3).

“Dobbiamo ragionare in ottica europea – insiste -. Diciamo che dovendo finanziarci tutti avremo condizioni più vantaggiose in termini di tassi di interesse, accesso ai finanziamenti, se costruiamo strumenti che esprimano una politica fiscale e monetaria europea”. Una partita sulla quale torna anche il commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni. La Cassa integrazione europea (Sure), spiega a SkyTg24, “è un primo esempio molto importante” anche se, precisa, “non è certo l’unica risposta possibile e dobbiamo vederla come un primo passo molto importante”.

Quanto al Mes, piena condivisione della posizione espressa all’ultimo Eurogruppo da Conte che chiede di utilizzarne le risorse contro l’emergenza coronavirus in Europa, ma senza le condizionalità previste dai trattati. Il fondo salva Stati, spiega ancora Gentiloni, “è nato in un’altra epoca storica, nella crisi precedente che aveva un’origine finanziaria”. Insomma, i tempi cambiano e l’emergenza non fa sconti. “Quel tipo di strumento è completamente inadeguato alla situazione in cui ci troviamo adesso”, conclude il commissario Ue. In attesa del prossimo vertice dell’Eurogruppo fissato per il 7 aprile.

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