Conte bis, mai tanta innovazione. Un Governo pieno di donne e giovani. La prima sfida per cambiare l’Italia parte da qui

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Sputtanescion! Dopo mesi di insulti, accuse senza fondamento ai ministri Cinque Stelle, il tradimento e la sfiducia pubblica a Conte, Salvini per salvarsi la poltrona ha offerto a Di Maio quella di Presidente del Consiglio. La mossa, disperata e svergognata, circolava da giorni tra le indiscrezioni di Palazzo, fino alla conferma arrivata ieri direttamente dal capo politico dei pentastellati. Altro che tonni rinchiusi nelle scatolette, come li racconta la Meloni! Mai certi giochi del potere, quelli veri, inconfessabili e sotterranei, erano venuti fuori con così tanta trasparenza e velocità, segnando un altro profondo cambio di passo della politica italiana.

Chiuso il giro di consultazioni e messo al sicuro da possibili veleni il nuovo incarico atteso per oggi a Giuseppe Conte, Di Maio ha raccontato tutto, svelando definitivamente di che pasta sia fatto il capo della Lega, e restituendogli in un colpo solo tutte le sberle subite pur di salvare il governo gialloverde. Ora quella fase è chiusa e se ne apre una non meno insidiosa. Se prima era solo Salvini a poter staccare la spina, adesso sono in due a poter fare lo stesso: Zingaretti e Renzi. In politica però non c’è spazio per la paura, soprattutto se si vogliono fare grandi riforme, quelle che tutti promettono ma poi manca il coraggio di fare.

Perciò i Cinque Stelle portano a casa una nuova opportunità, stavolta con il Pd, apportando un’altra colossale novità in una Paese bloccato dagli steccati ideologici. La contrapposizione tra Destra e Sinistra non è più un alibi per non fare le cose, e governare con l’uno e l’altro è indifferente se si realizzano le cose. Merito di una grande forza popolare e post ideologica, perfettamente indifferente ai vecchi campi di gioco e per questo capace di muoversi su un terreno più largo, dove lanciare la palla e fare gol quanto mai era riuscito alla politica italiana. Dunque abbiamo di fronte un mondo nuovo, e quale migliore occasione dobbiamo aspettarci per conquistarlo con idee e comportamenti nuovi, come il pieno di donne e giovani alla guida dei ministeri? Il vero cambiamento è qui, davanti a noi.

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di Gaetano Pedullà

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