Conte incontra Musumeci. In arrivo aiuti per la Sicilia. Al vertice hanno partecipato anche il sindaco di Lampedusa Martello e cinque ministri

di Franco Pigna
Politica

Chissà cosa diranno quelli che da giorni non fanno che ripetere che il governo non ha idea di come affrontare l’emergenza migranti a Lampedusa e in tutta la Sicilia. Già perché, come promesso da giorni, ieri è stato consumato l’atteso vertice tra il premier Giuseppe Conte, il sindaco dell’isola Totò Martello e il presidente di regione Nello Musumeci che ha apprezzato gli sforzi prodotti pur dichiarando che “restano diversità di vedute con il governo, che ha proposto alcune iniziative ma slegate da un calendario, al di fuori di scadenze precise”.

Un summit, durato circa due ore, in cui la questione è stata affrontata a tutto tondo dall’esecutivo come si può intuire dalla presenza al tavolo del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, di quello dell’Economia Roberto Gualtieri, del titolare della Difesa Lorenzo Guerini, di quello delle Infrastrutture Paola De Micheli, con il capo della Farnesina Luigi Di Maio in collegamento telematico, e del capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli. Già perché l’incontro, contrariamente a quanto si potesse immaginare, non ha riguardato solo la sfera operativa, con le misure necessarie a gestire i naufraghi, ma si è spinto anche sul fronte degli aiuti economici da corrispondere a Lampedusa la cui economia si basa su pesca e turismo ed è stata letteralmente devastata dalle conseguenze delle ondate migratorie prima e dalla paura del Covid-19 ora.

Il primo nodo affrontato, secondo quanto emerge, è quello dell’hotspot di contrada Imbriacola, a Lampedusa, dove al momento ci sono 1.160 persone a fronte di una capienza che non dovrebbe superare le duecento unità. Per alleviare la pressione sul piccolo centro di accoglienza temporaneo, il Viminale ha assicurato che entro domani arriveranno altri due traghetti, l’Amalia e l’Azzurra, entrambi con 600 posti, così da poter trasferire parte dei richiedenti asilo. In tutto saranno cinque le navi messe in mare dal governo per la quarantena dei migranti sbarcati e, come promesso dall’esecutivo nel corso del vertice, entro fine settimana ci si aspetta che le strutture ricettive dell’isola saranno finalmente decongestionate e con una situazione gestibile in relativa tranquillità.

Subito dopo, sempre secondo quanto trapela, sono state affrontate proprio le misure di sostegno all’economia di Lampedusa, sulla quale pende la spada di Damocle delle cartelle esattoriali riferite al 2011. Le imposte sulle attività produttive vennero sospese dall’esecutivo di allora per alleggerire la pressione sui pescatori, ristoratori e albergatori dell’isola, travolti dagli imponenti flussi migratori scatenati nel corso della Primavera Araba. Sospensione che fu prorogata di anno in anno fino al 2017 ma che, da quel momento, è rimasta senza alcuna risposta da parte della politica. Proprio ciò che, invece, intende fare l’esecutivo che starebbe valutando l’ipotesi di congelare gli arretrati fino al 31 dicembre del 2021. Ma c’è di più.

Per essere incisivi e ridare fiato all’economia isolana, sono stati previsti anche mutui agevolati per la pesca e per il settore alberghiero. “Lampedusa, in particolare, merita misure economiche di favore, con specifico riguardo a sospensione di adempimenti e versamenti, anche arretrati. La sofferenza economica, e non solo, merita una risposta forte dello Stato” avrebbe affermato il premier durante l’incontro.