Conti 2020 in rosso, ma Eni aumenta il dividendo. Via al Piano strategico per il 2021-2024. L’obiettivo è la decarbonizzazione di tutti i prodotti entro il 2050

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Soffre e resiste. Eni chiude il 2020 in rosso, colpa della crisi che ha colpito fortemente il settore, ma dichiara di voler puntare di più sulla sostenibilità e di poter raggiungere l’obiettivo delle emissioni zero nel 2050. Insomma, il cane a sei zampe si tinge di “green” con il nuovo Piano strategico 2021-24, che prevede un dividendo in crescita di circa l’8% per gli azionisti e incassa il gradimento della Borsa dove ieri titolo del colosso energetico ha chiuso con un rialzo dell’1,1%. Insomma, la scommessa è un futuro più roseo rispetto all’anno nero appena trascorso.

Chiuso con una perdita netta di 8 miliardi, un risultato adjusted di -0,74 miliardi e la produzione scesa a 1,73 milioni di barili di olio equivalente al giorno (-7%). Ciononostante nel quarto trimestre, con il Brent stabile a 44 dollari, è tornato l’utile (risultato adjusted positivo per 66 milioni). “Nell’anno più difficile nella storia dell’industria energetica, Eni ha dato prova di grande forza e flessibilità, rispondendo con prontezza allo straordinario contesto di crisi e progredendo nel processo irreversibile di transizione energetica”, ha detto l’Ad Claudio Descalzi, sottolineando la reazione “rapida”della società alla pandemia.

In questo contesto il Cda ha confermato la proposta all’assemblea (che si riunirà il 12 maggio) di un dividendo 2020 pari a 0,36 euro per azione, di cui 0,12 euro versati in sede di acconto a settembre 2020. Ora l’obiettivo è accelerare la trasformazione. “Eni rimane fortemente impegnata a ricoprire un ruolo chiave nella sostenibilità e nell’innovazione, promuovendolo lo sviluppo sociale ed economico in tutte le sue attività”, ha spiegato Descalzi illustrando la strategia per i prossimi 4 anni che ha l’obiettivo di “raggiungere la totale decarbonizzazione” di tutti i prodotti e processi Eni “entro il 2050”.

Il nuovo piano strategico migliora dunque l’obiettivo sulle emissioni (prima puntava a una riduzione dell’80% di emissioni assolute al 2050), con il gas che a lungo termine rappresenterà oltre il 90% della produzione della società. Ma prevede anche la fusione dei business retail e rinnovabili con l’obiettivo di accelerare la crescita dei clienti da 11 a 15 milioni, aumentare la capacità installata da rinnovabili a 15Gw al 2030 e raddoppiare l’Ebitda proforma a circa un miliardo al 2024.

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di Gaetano Pedullà

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