Conto corrente: 15 milioni di italiani inesistenti per le banche. Un esercito di cittadini che esiste solo a metà, usa contanti e lavora in nero

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Il conto corrente oggi è un po’ una parte di sé, specchio della propria vita professionale e servizio imprescindibile nella quotidianità. Il settore bancario fornisce alternative molteplici che variano per qualità e quantità di operazioni offerte, costi di gestione e tutta una serie di ulteriori parametri. Tale è la mole di possibilità che in molti necessitano, per selezionare la soluzione più adatta, di portali come SuperMoney per la comparazione di conti correnti, in modo da scegliere con maggior consapevolezza in un dedalo di intricate opzioni.

15 milioni di cittadini senza conto corrente

E poi c’è tutta una popolazione nascosta, un po’ per volere e un po’ per impossibilità a fare altro, una flotta da 15 milioni di cittadini che non esiste presso alcuna banca, non dispone di un conto corrente; il che significa che non ha una busta paga né contributi né tfr. Non può chiedere un mutuo in banca, gli è impossibile utilizzare il bancomat o acquistare su internet. 15 milioni di conto corrente-non muniti, pari agli abitanti di un Paese di medio-piccole dimensioni che vive in Italia ma, in un certo modo, è come se così non fosse. 15 milioni di cittadini a fronte di una popolazione complessiva che non supera i 60 milioni di individui costretta a vivere ai margini o a cui, forse ancora peggio, viene consentito di vivere così.

Lo rivela CGIA

A rivelare la presenza così massiva dei consumatori invisibili è l’ultima ricerca della Confederazione Generale Italiana dell’Artigianato (CGIA) di Mestre, che ha preso in esame il contesto socio-economico italiano nel 2013 e svelato uno scenario forse lontano da quella che pensavamo potesse essere la realtà odierna.

Un dato che fa a pugni, tra l’altro, con un altro: negli ultimi sette anni, in barba a crisi e aumento della disoccupazione, il denaro in circolazione è aumento quasi di un terzo. Segno che, probabilmente, la vera domanda da porsi sta nel dove esso finisca e in che modo circoli questo denaro in surplus senza che lo Stato sia in grado di tracciarlo in alcun modo.

Cause

Bisogna chiedersi, poi, che tipo di cittadino oggi sia in grado di (o sia costretto a) vivere senza un conto corrente. Dietro il microstato dei conto corrente-esenti si annida il germe del lavoro nero, si confonde l’arretratezza di un retaggio culturale, tipico dei più anziani ma non solo, di chi non vuole sentir parlare di conti cifrati e codici PIN. C’è lo spettro palpabile della criminalità, quella troppo debole anche per sapersi reinventare in attività di riciclaggio che puliscano il tutto e rimettano a nuovo capitali sopiti. C’è, insomma, una delle facce più scure di questo Paese, che batte il record europeo di cittadini sprovvisti di un profilo bancario. E la cosa non è di poco ‘conto’.