Coprifuoco a mezzanotte in arrivo: le regole della zona gialla da lunedì 10 maggio

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Il coprifuoco a mezzanotte da lunedì 17 maggio è nei piani del governo Draghi. Che potrebbe persino eliminarlo del tutto a giugno. Per non compromettere la stagione turistica la Cabina di Regia si riunirà la prossima settimana. Un decreto potrebbe arrivare già tra giovedì e venerdì. E l’orario del ritiro cambierà. Insieme ai protocolli per le attività al chiuso come ristoranti e bar.

Coprifuoco a mezzanotte da metà maggio

Intanto la nuova Italia a colori, da lunedì 10 maggio, è senza regioni in rosse, e nemmeno bianche. In zona gialla si trovano, quindi, Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria, Veneto, le province autonome di Bolzano e di Trento (Trentino Alto Adige), a cui si aggiungono Puglia, Basilicata e Calabria. In fascia arancione, invece, restano le due isole, Sicilia e Sardegna (con proteste in diverse zone delle due regioni), e si aggiunge la Valle d’Aosta, ultima regione a lasciare la zona rossa.

Nei territori in zona gialla si devono rispettare le norme del decreto Covid approvato a fine aprile dal governo Draghi. Le regole riguardano soprattutto gli spostamenti e la riapertura di bar, ristoranti, cinema, teatri, mostre, attività sportive. Va sempre rispettato il coprifuoco, dalle 22 alle 5, che non cambia rispetto al passato, e sul quale sono in corso da settimane accese polemiche. Una revisione dell’orario potrebbe avvenire dalla prossima settimana.

In zona gialla è possibile spostarsi all’interno del comune, tra comuni diversi e tra regioni dello stesso colore. Si può fare visita ad amici e parenti in non più di quattro persone, più i minorenni e le persone con disabilità o non autosufficienti. Dal 26 aprile riaprono i ristoranti a pranzo a cena, ma solo le attività che hanno la possibilità di servire la clientela all’aperto.

Le regole della zona gialla da lunedì 10 maggio

Riaprono anche teatri, cinema e musei, ancora chiuse, invece, palestre e piscine. E anche in questo caso non sono poche le proteste per chiedere una ripresa nel più breve tempo possibile.
In zona arancione, invece, bar e ristoranti possono lavorare solamente con l’asporto e le altre attività sono ancora costrette al fermo. Ci si può spostare solo all’interno del proprio comune, mentre per gli altri spostamenti è necessaria l’autodichiarazione, che consente di muoversi solo per alcune motivi (lavoro, salute, necessità).

Per quanto riguarda il mondo della scuola, dal 26 aprile scorso, e fino alla fine dell’anno scolastico, si va in classe, anche nelle scuole superiori (le secondarie di secondo grado). La presenza è garantita in zona rossa, invece, dal 50% al 75%. In zona gialla e arancione dal 70% al 100%. Per quanto riguarda l’università, fino al 31 luglio nelle zone gialle e arancioni le attività si svolgono prioritariamente in presenza. Nelle zone rosse, invece, viene raccomandato di favorire in particolare la presenza degli studenti del primo anno.

Con l’Italia quasi tutta in giallo, e con la curva dei contagi che, seppur lentamente, continua a scendere, in questi ultimi giorni sono in corso delle vere e proprie prove tecniche di ripartenza. Molti bar e ristoranti, prima quasi del tutto fermi, hanno riaperto i battenti; in molte sale cinematografiche sono tornate le emozioni, i ragazzi sono tornati a sfidarsi a calcetto. Un lento ritorno verso la normalità. Con la speranza, tra vaccini e rispetto delle regole per evitare un nuovo aumento dei contagi, di poter vedere presto la luce alla fine del tunnel. E, soprattutto, di non dover mai più tornare indietro.

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