Coreografia shock per la partita di calcio Legia Varsavia – Astana. Pistola nazista alla tempia di un bambino per ricordare la rivolta del ’44

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Uno strisione a dir poco scioccante. Uno stendardo issato davanti a uno stuolo di bandierine bianche e rosse, con una data in nero: “1944”. E uno striscione con una scritta inequivocabile: “Durante la Rivolta di Varsavia i tedeschi uccisero 160mila persone. Migliaia di esse erano bambini”. L’immagine è terribile: una SS nazista senza volto punta una pistola alla tempia di un bimbo che porta un cappellino con la bandiera polacca. Ha dell’incredibile quanto accaduto ieri sera a Varsavia, nel ritorno del terzo preliminare di Champions League con l’Astana (che ha poi ottenuto la qualificazione ai playoff ai danni del Legia).

Prima del fischio d’inizio questo è stato il modo – certamente di cattivo gusto – scelto dai tifosi polacchi per ricordare l’anniversario della Rivolta di Varsavia, l’insurrezione della capitale durante l’occupazione nazista iniziata il 1° agosto del ’44 e culminata con la feroce repressione tedesca il 2 ottobre dello stesso anno. Hitler ordinò poi la distruzione totale della città. Prima del fischio d’inizio, i giocatori delle squadre si sono fermati a centrocampo, uniti in un abbraccio, osservando un minuto di raccoglimento: al posto del silenzio, un canto patriottico polacco.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Il suicidio del servizio pubblico

La difesa strettamente burocratica, da perfetto travet, fatta dal direttore di Rai3 Franco Di Mare in Commissione di vigilanza (leggi l’articolo) per scrollarsi di dosso l’accusa di censura sul concertone del Primo Maggio, spiega più di un’intera enciclopedia perché il Servizio pubblico in Italia è

Continua »
TV E MEDIA