Coronavirus: la cura da fare a casa che riduce i ricoveri

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Una cura da fare a casa per ridurre i ricoveri per complicazioni da coronavirus Sars-Cov-2 e Covid-19. L’Istituto Mario Negri ha elaborato un protocollo per il trattamento a domicilio dei pazienti Covid con parecchie novità rispetto alle raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità.

Coronavirus: la cura da fare a casa che riduce i ricoveri

La terapia si fa subito, senza aspettare l’esito del tampone. Al posto della tachipirina si usa l’aspirina e l’Aulin in caso di dolori. Si tratta di un farmaco antinfiammatorio su cui c’erano perplessità. In questo approccio domiciliare si usa subito. Poi l’uso del cortisone che le autorità avevano proibito nella prima fase dell’epidemia. Il nuovo metodo l’hanno adottato una trentina di medici di famiglia, sperimentandolo su 500 pazienti. Il Corriere della Sera spiega oggi che Fredy Suter, per dodici anni primario di malattie infettive al Papa Giovanni XXIII di Bergamo, l’aveva proposta insieme a Norberto Perico e Monica Cortinovis. Poi l’istituto Negri con Giuseppe Remuzzi l’aveva adottato.

I dati di uno studio ancora in fase di pubblicazione dicono che mettendo a confronto 90 pazienti colpiti da Covid-19 e trattati con il nuovo metodo senza aspettare l’esito del tampone con altri 90 che hanno seguito le cure tradizionali. Secondo la ricerca il metodo funziona. Il tempo di guarigione dai sintomi peggiori, dalla febbre ai dolori muscolari e articolari, è pressoché uguale in ognuno dei due gruppi. Una media di 18 giorni per il trattamento raccomandato controi14 giorni dell’altro segmento. I segni più leggeri della malattia, come la perdita dell’olfatto e l’affaticamento, persistono molto meno nei novanta pazienti curati con il protocollo in questione, il 23 per cento contro il 73%. La grande differenza si registra sul punto più delicato. Solo due pazienti su 90 (2,2%) del gruppo di riferimento sono finiti in ospedale rispetto ai 13 su 90 (14,4%) dell’altro gruppo.

La cura domiciliare per il coronavirus dell’Istituto Mario Negri

Secondo il quotidiano i giorni trascorsi in ospedale crollano a 44 da 481, i costi di 28mila euro contro i quasi 300mila delle cure tradizionali. Il ragionamento è che la sindrome infiammatoria conduce in ospedale. E quindi prevenirla aiuta a ridurre i ricoveri. Poi c’è il tema del coinvolgimento dei medici di famiglia. Conclude il quotidiano:

Lo studio ha carattere retrospettivo e non prospettico su esplicita richiesta dell’Aifa, l’agenzia nazionale del farmaco. Significa che i dati sono stati raccolti andando all’indietro e non cominciando una sperimentazione ex novo. Una conseguenza del fatto che prima del varo della nuova cura erano già uscite le linee guida del ministero per le cure a casa, e quindi non sono ammessi studi in qualche modo comparativi. Ma i risultati parlano chiaro. Con alcuni semplici trattamenti farmacologici si guarisce a casa.

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