Coronavirus, Di Maio: “Il Paese sta attraversando una crisi senza precedenti. I vandali vanno fermati, ma il governo ascolti le piazze”

dalla Redazione
Politica

“Il Paese sta attraversando una crisi senza precedenti. E’ sotto gli occhi di tutti. Una crisi pandemica, sanitaria ed economica. Di fronte a tutto questo l’obbligo di un governo è quello di reagire e di ascoltare, ma soprattutto è quello di assumersi le proprie responsabilità. I vandali vanno fermati, ma le piazze vanno ascoltate. Sono un segnale che il governo non può trascurare”. E’ quanto scrive in una lettera a Repubblica il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

“Anche gli umori hanno un peso in una situazione come questa. Non possono essere ignorati – ha aggiunto l’esponente dell’Esecutivo -, bensì vanno condivisi e devono essere compresi. Non basta liquidare le proteste come se le proteste fossero tutte uguali, perché tutte uguali non sono. E allora fermiamoci un attimo a pensare. C’è un’Italia spaccata a metà, è vero, perché a essere frammentato è l’intero arco parlamentare”.

“Dobbiamo essere sinceri – aggiunge Di Maio – prima di tutto con noi stessi. C’è una maggioranza che continua a pestarsi i piedi giorno dopo giorno, le opposizioni che non perdono occasione per soffiare sul fuoco del conflitto e c’è chi riesce a contestare un decreto che ha contribuito a realizzare. E’ inutile cercare ragioni in questo caos. E’ più opportuno invece porsi delle domande”.

Secondo il ministro ed esponente del M5S “ognuno di noi di fronte allo scontro, d’ora in avanti, dovrà trovare la forza di fare un passo indietro e rinunciare. Rinunciare al conflitto per dedicarsi alla Nazione. Rinunciare all’arroganza e ritrovare quel senso di umiltà che proprio la politica sembra aver smarrito. Oggi tutti noi siamo chiamati a tracciare la strada che ci porterà fuori da questo incubo. Chi ha più testa, la usi. Dobbiamo tenere a mente che il Paese rischia di implodere e se non riusciremo a risalire la china, noi per primi ne saremo i responsabili. Servono responsabilità e lealtà istituzionale”.