Coronavirus, nelle aree focolaio non sarà consentito l’ingresso e l’allontanamento per 2 settimane. Restrizioni per 50mila residenti. Le forze dell’ordine vigileranno sul rispetto della quarantena

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“Nelle aree focolaio non sarà consentito l’ingresso e l’allontanamento, salvo specifiche deroghe da valutare di volta in volta. In quelle aree è già stata disposta la sospensione delle attività lavorative e delle manifestazioni”. E’ quanto ha annunciato il premier Giuseppe Conte al termine della riunione del Consiglio dei ministri nella sede della Protezione civile.

Circa 50mila i residente nelle aree più a rischio interessati dalle misure varate dal governo per arginare la diffusione del Coronavirus. “I residenti del comune di Vo’ Euganeo sono circa 3.500 – ha spiegato oltremodo Conte -, nei dieci comuni del Lodigiano stiamo parlando di un numero molto più cospicuo, circa 47mila, i quali potranno peraltro circolare all’interno dei comuni. Se si diffondessero iniziative come quelle della famiglia che si è allontanata rischieremmo di non poter più contenere il rischio epidemico. Per questo dobbiamo adottare misure restrittive per un paio di settimane, perché sono questi i tempi di incubazione e i tempi che ci permetteranno di contenere il focolaio”.

Disporremo dei presidi e dei controlli, abbiamo già dato indicazioni alle forze dell’ordine, se necessario useremo anche le forze armate. Confidiamo molto nella collaborazione dei cittadini. Sono fiducioso che nascerà una intensa collaborazione con la comunità locale”. La violazione del provvedimento di entrata ed uscita dalle aree di focolaio del Coronavirus “sarà passibile di sanzione penale, secondo l’articolo 650 del Codice penale. Sono misure di cautela a protezione della stessa comunità locale. Ci affidiamo con un patto di fiducia ai cittadini. Per un breve periodo, un paio di settimane, qualche restrizione non impedirà la vita delle persone che ne troveranno anzi giovamento”.

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