Coronavirus, proteste e sommosse per le limitazioni ai colloqui nelle carceri. Tre detenuti morti a Modena. Momenti di tensione anche a Pavia e in altri istituti

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Momenti di tensione in diversi penitenziari italiani. Tre detenuti (agg. ore 12 bilancio salito a 6) sono deceduti nel carcere di Modena, ma la loro morte non sarebbe riconducibile alla sommossa scoppiata nel pomeriggio. Le proteste, che hanno riguardato anche gli istituti di Pavia, Frosinone, Napoli, Firenze e Genova, sono esplose dopo le limitazioni ai colloqui imposte dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria in seguito all’emergenza Coronavirus. I fatti più gravi si sono registrati a Modena e Pavia.

A Pavia Torre del Gallo solo ieri in tarda serata i detenuti, dopo una lunga trattativa e dopo aver sequestrato 2 agenti di custodia, sono rientrati nelle celle. A Modena, dove la sommossa è durata ore,  il carcere ha subito gravi danni, è in corso la bonifica dei locali e il trasferimento di gran parte dei detenuti in altre strutture. La morte dei tre detenuti tuttavia non sarebbe riconducibile alla protesta. I primi accertamenti medico legali hanno escluso, infatti, segni di lesione sui corpi ed evidenziato, in due casi, tracce di stupefacenti, mentre il terzo detenuto è stato rinvenuto in stato cianotico.

Una rivolta è scoppiata anche nel carcere di Foggia, dove alcuni detenuti sono riusciti ad evadere venendo bloccati poco dopo all’esterno dell’istituto, Un tentativo di evasione c’è stato anche nel carcere di Ucciardone, a Palermo. Alcuni detenuti per protesta hanno tentato di divellere la recinzione dell’istituto di pena per cercare di fuggire. Il tentativo è stato bloccato dalla Polizia penitenziaria. Proteste anche al Pagliarelli di Palermo dove i reclusi gridavano “indulto indulto”. Sono, invece, circa 150 i detenuti coinvolti nella sommossa scoppiata nella serata di ieri nel carcere di Reggio Emilia.