Quelle cene fatturate a Palazzo Vecchio che rischiano di risultare indigeste per Renzi. Ora la Corte dei conti apre un fascicolo sulle accuse di un ristoratore

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Dopo Marino, Matteo Renzi. La Corte dei Conti infatti ha aperto un fascicolo a seguito delle dichiarazioni del ristoratore fiorentino Lino Amantini che domenica ha raccontato al Fatto Quotidiano che ai tempi di Matteo Renzi sindaco inviava le fatture dei pasti del primo cittadino direttamente a Palazzo Vecchio. Già nella giornata di oggi il premier ha inviato al giornale di Travaglio alcuni sms negando la ricostruzione del titolare della trattoria da Lino e lo stesso ristoratore, da due giorni assediato da telecamere e cronisti, ha tentato di difendersi negando di “aver detto quello che mi hanno fatto dire”. Il Fatto, però, conferma quanto fedelmente riportato nell’intervista, un cordiale colloquio avuto sabato alle 12 nella “sala Renzi”, una stanza in cui l’oggi premier era solito farsi riservare perché più appartata. I magistrati contabili – che già avevano acquisito parte della documentazione relativa alle spese di rappresentanza – hanno reso noto che acquisiranno altro materiale dall’archivio amministrativo del Comune di Firenze.