Caos Quirinale. Mattarella mette in stand-by Cottarelli. Di Maio: “Spostiamo Savona in un altro ministero”. Salvini frena: “Non è una figurina”

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Un nuovo capitolo, inaspettato, nella saga del Governo sì – Governo no. Si aprono, infatti, interessanti spiragli sulla possibilità che si formi un Governo politico. “Troviamo una persona della stessa caratura dell’eccellente professor Savona” per il Tesoro con “lui che resta nella squadra di governo in un’altra posizione”. La mossa arriva da Luigi Di Maio, a metà pomeriggio, in un collegamento su Fb. Una presa di posizione studiata per provare, in extremis, a far ripartire il governo gialloverde. Un’ora prima era arrivata un’altra dichiarazione, sulla stessa lunghezza d’onda, dalla parlamentare 5Stelle Laura Castelli: “Stupisce il no di Savona al passo indietro”. Dunque tutto si rimette in moto, forse, nel tentativo di far nascere un governo politico. O almeno, a questo lavorano i pentastellati. Di Maio ammette: “Il M5S ci sta, dipende dall’altra forza politica che fa parte del contratto. Se ci sta chiederemo di richiamare Conte al Quirinale per l’incarico, è una grande occasione”. Ma da Matteo Salvini arriva una frenata: “Se mi tirano via anche un solo uomo di quella squadra di governo, il governo non ha senso che esista. C’è quel programma e quella squadra, se vanno bene ci mettiamo la faccia e lavoriamo. Se qualcuno per i motivi più bizzarri non va bene all’Europa, a Berlino, ai mercati, alla Merkel e alle banche, cosa possiamo farci?”.

In un  clima di caos totale, al Colle vanno in scena due incontri che potrebbero rivelarsi decisivi. Prima è stato ricevuto Luigi Di Maio per un colloquio con il presidente della Repubblica. Già ieri il leader 5Stelle aveva archiviato l’impeachment contro il Colle e rilanciato la proposta di ripartire da dove tutto si era interrotto, ovvero dal governo di Giuseppe Conte (rinunciando a Savona). Ma da Matteo Salvini è arrivata una sostanziale chiusura: “Di Maio riapre? Non siamo al mercato, al voto anche subito”. Ora bisogna capire se i 5Stelle siano pronti a modificare la loro posizione, dando il via libera a un governo Cottarelli di tipo elettorale (con la formula della non sfiducia) o se stia tornando in pista la formula del governo gialloverde. Altro tassello importante del puzzle è l’arrivo al Colle del presidente incaricato, Carlo Cottarelli.

Il presidente del Consiglio incaricato, Carlo Cottarelli, non ha ancora sciolto la riserva. Anche questa mattina è salito al Quirinale per un colloquio informare con Sergio Mattarella dopo che nel pomeriggio di ieri c’era stato un incontro di circa mezz’ora al Colle con il presidente della Repubblica. Ieri nessuna lista dei ministri con Cottarelli non uscito passando dal salone del Loggione dove era allestita la sala stampa per le dichiarazioni ai giornalisti.

Nel frattempo ieri al Senato si è svolta una seduta in cui da parte dei principali gruppi è arrivata la richiesta di votare il prima possibile, si ipotizza il 29 luglio. Si sono diffuse anche delle voci su una possibile rinuncia di Cottarelli all’incarico, ma fonti del Quirinale hanno chiarito come il presidente del Consiglio incaricato abbia “semplicemente bisogno di più tempo per approfondire alcuni nodi legati alla lista, nessuno ha parlato di rinuncia”.

E nella serata di ieri il M5S ha chiesto di ritornare sulla strada dell’esecutivo con la Lega. “Cottarelli non solo non ha un voto nel Paese, non ha nemmeno un voto in Parlamento, lo sanno che se appoggiano il governo tecnico alle elezioni non prendono zero, prendono meno dieci, meno venti, meno trenta. Una maggioranza c’è in Parlamento, fatelo partire quel governo o ridate subito la parola agli italiani, senza mezzucci come governi tecnici o di transizione. Se si vuole risolvere questa crisi si faccia partire un governo votato dal popolo e con un programma chiaro”, ha detto il capo politico del Movimento, Luigi Di Maio, nel corso di un comizio a Napoli.

Parlando con i giornalisti a Pisa sulla questione è intervenuto anche Matteo Salvini: “Non faremo confusione, non faremo barricate, siamo solo dispiaciuti che si siano perse tre settimane, la gente ha bisogno di un governo. Ci è stato detto no perché a qualcuno a Berlino, Bruxelles e Parigi non eravamo simpatici. Ora chi ha disfatto, e lo dico con tutto il rispetto possibile a Mattarella,  ci dica come risolvere la situazione, come se ne esce”.  A una domanda sulle aperture espresse ieri dal leader del M5S, Salvini risponde: “A chi o a cosa apre Di Maio? Non siamo alla bancarella del mercato. Ho rinunciato a posti e ministeri per mantenere la parola data a italiani e a nostri compagni di viaggio. Noi siamo a disposizione per accompagnare il Paese al voto il prima possibile”.

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