Cresce l’indice dei contagi. Da lunedì 5 regioni da gialle ad arancioni. Il virus non dà tregua. Terapie intensive sopra la soglia critica. Iss: questa settimana peggioramento generale dei dati

SILVIO BRUSAFERRO
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Dopo sei settimane per la prima volta l’indice Rt nazionale sfonda la soglia dell’1 e passa all’1,03 e anche l’incidenza torna a crescere, aumentando l’impatto della pandemia sui servizi assistenziali, con le terapie intensive che si collocano sopra la soglia critica del 30% di occupazione. Il governo è costretto a correre ai ripari, e la stretta arriverà con il nuovo Dpcm in vigore dal 16 gennaio, a partire dalla conferma del coprifuoco alle 22 e del divieto di spostamento anche tra le regioni in zona gialla. il ministro della Salute Roberto Speranza intanto ha firmato ieri un’ordinanza (in vigore fino al 15 gennaio) per far passare da giallo ad arancione cinque Regioni: Calabria, Emilia-Romagna, Lombardia Sicilia e Veneto; nessuna rossa mentre le restanti restano in giallo.

“Dobbiamo tenere il massimo livello di attenzione perché il virus circola molto e l’indice del contagio è in crescita”, spiega Speranza che ha deciso la nuova suddivisione in base al monitoraggio della cabina di regia del Ministero alla Salute e dell’ISS sul periodo 28 dicembre-3 gennaio. I dati indicano questa settimana, un “peggioramento generale” degli indici della pandemia, un quadro allarmante che evidenzia come l’epidemia si trovi “in una fase delicata che sembra preludere ad un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti”, ha affermato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro (nella foto) in occasione della conferenza stampa sull’andamento epidemico organizzata al ministero della Salute.

“Con il nuovo anno iniziamo una fase che ha due binari. Da una parte il binario positivo e progressivo della vaccinazione, che sta procedendo rapidamente. D’altra parte sappiamo che ci sarà un periodo di qualche mese dove questa situazione sarà parallela, nel senso che comunque la circolazione del virus continuerà, può continuare e che per contenerla bisogna adottare le misure di restrizione”. L’andamento è confermato dai numeri giornalieri del contagio, con 17.533 tamponi positivi nelle ultime 24 ore e 620 vittime. Tenendo in considerazione i 21 indicatori, il rischio è alto in 12 Regioni e province: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Bolzano, Trento, Puglia, Umbria e Veneto. Altre otto (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta) sono a rischio moderato e solo la Toscana, pero ora, è a basso rischio.

L’incidenza preoccupa in particolare nella Regione del Veneto, dove negli ultimi 14 giorni si sono contagiate 927,36 persone ogni 100mila abitanti, e in tutto il Paese è ben lontana dai livelli che consentirebbero il ripristino completo del tracciamento La “gran parte delle Regioni – ha sottolineato Brusaferro – si sta avvicinando o è sopra Rt 1 e questo è un elemento che deve spingerci alla massima attenzione nelle misure da adottare e che deve portarci ad adottare comportamenti rispettosi per evitare una ulteriore ricrescita”.

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