Cricca del petrolio, in procura parla l’ex ministro Guidi e all’uscita rivela: “Sono parte lesa”. Verbale della testimonianza secretato

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Secretato il verbale della testimonianza dell’ex ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi. Un colloquio di tre ore quello della Guidi con la Procura di Potenza nell’ambito dell’inchiesta sul petrolio a Tempa Rossa in Basilicata, nella quale l’ex ministra non è indagata. “Vorrei prima di tutti ringraziare i magistrati per avermi dato la possibilità in tempi così brevi di chiarire questa vicenda così spiacevole per me. Ho risposto a tutte le loro domande. Dal punto di vista giuridico ho appreso definitivamente di essere persona offesa”. Ad accompagnare la Guidi uno staff di cinque persone. L’ex responsabile dello Sviluppo ha portato con sé agende e materiale di lavoro relativo ai suoi due anni al Mise, ma alla fine della testimonianza ha preferito non rilasciare dichiarazioni ai giornalisti. Il capo della squadra mobile di Potenza Carlo Pagano ha confermato che la Guidi ha risposto a tutte le domande. Le ultime novità dell’inchiesta che emergono da Potenza, riguardano le telefonate tra la Guidi e il compagno Gianluca Gemelli. Ne emergerebbe un’attività di dossieraggio su più fronti da parte di un “quartierino di furbetti”. A usare l’espressione è lo stesso ex ministro che definisce così il giro di potere intorno al suo compagno.