Crisi energetica, serve un cambio di rotta

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di Danilo De Luca

Le famiglie italiane (e non solo) sono costrette da diverso tempo ad adottare abitudini di consumo differenti rispetto a quelle consolidate nel periodo pre-crisi. La necessità di contrarre le uscite ha generato un nuovo paradigma di consumo orientato ad abbattere i costi delle bollette. In molti utilizzano i servizi del web per porre le offerte Eni a confronto con quelle di Illumia, Enel e degli altri operatori, individuando le tariffe più vantaggiose. Accanto all’emergenza economica (che in quanto tale è anche sociale e politica), cresce anche l’ansia intorno alla questione ambientale. Il rifornimento energetico pone interrogativi e getta ombre sulla sostenibilità a livello globale mentre recenti studi gettano nuove ombre, facendo suonare un campanello d’allarme e riaprendo il dibattito sulla crisi energetica.
Il World Energy Outlook 2014 pubblicato in questi giorni dall’Agenzia Internazionale dell’Energia ha messo in evidenza come, a fronte di un aumento del fabbisogno mondiale di energia stimato in crescita esponenziale, non ci sarà un eguale incremento delle risorse a disposizione, sottolineando come quello della crisi energetica sia molto più che uno spauracchio, configurandosi piuttosto come un problema che va affrontato e risolto in tempi brevissimi.

In particolare, entro il 2040 si assisterà a un aumento della domanda di energia pari al 37%; di contro, l’incremento delle risorse si attesterà su percentuali del 2% entro il prossimo decennio, con un ulteriore incremento di un punto percentuale per il 2040. L’alterativa sostenibile non può che essere quella del rinnovabile. L’Unione Europea ha varato il Piano 20 20 20 e dettato le nuove linee guida: ridurre del 20% le emissioni di gas serra entro il 2020 e aumentare del 20% la produzione energetica ricavata da risorse rinnovabili. L’Onu, allo stesso tempo, ha presentato un documento in cui espone i reali rischi a cui sta andando incontro l’umanità in relazione al cambiamento climatico, asserendo che, proseguendo con gli stessi regimi di consumo, le implicazioni sull’ecosistema diventerebbero irreversibili nel caso non avvenisse un cambio di rotta immediato.

Le vicissitudini della politica internazionale rendono ancora più drammatica la situazione e il reperimento dei carburanti tradizionali è diventato sempre più complicato. Le tensioni in Medio Oriente non giungono a una tregua, lo scontro tra Russia e Ucraina ha raggiunto l’apice di un escalation di violenza e di aspri confronti che hanno coinvolto tutte le principali potenze del mondo, con il risultato che i rifornimenti di petrolio e gas naturale sono diventati inaccessibili, esacerbando ulteriormente la crisi energetica globale. L’Aie ha richiamato l’attenzione sull’importanza di imporre nuove politiche produttive, allo scopo di invertire un trend destinato a precipitare negli abissi dell’esaurimento delle scorte e dell’inquinamento globale, ma non è semplice; le tendenze assunte dall’intero sistema globale nell’ultimo secolo, infatti: “non si cambiano facilmente, e le preoccupazioni per la sicurezza e la sostenibilità dell’offerta di energia non si risolveranno da sole”, sottolinea il rapporto dell’ente sull’energia.