Crisi, il bonus giovani è un buco nell’acqua

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Era stato presentato come un grande progetto per combattere la disoccupazione giovanile: si è rivelato un grane flop.
Il bonus per le assunzioni dei giovani tra i 18 e i 29 anni messo in campo l’anno scorso dal Governo Letta per creare tra il 2013 e il 2015 circa 100.000 nuovi posti con lo stanziamento nel periodo di 794 milioni è stato un vero fallimento.
Secondo i dati Inps a fine giugno le domande confermate erano poco più di 22.000.

Il piano era ambizioso: creare 100mila nuovi posti di lavoro in due anni. Per centrarlo il governo Letta, nel 2013, aveva messo in campo fondi per 794 milioni. Bene, secondo i dati dell’Inps il traguardo è rimasto molto lontano.

Quindi se si calcolano circa 8.000 euro in un anno per ogni assunto al momento sono stati spesi meno di 160 milioni di euro (circa 7.150 euro per 11 mesi per 22.000 assunti considerandoli tutti assunti dall’inizio e tutti con il beneficio massimo cosa che naturalmente non è).

Non basta quindi il taglio totale dei contributi per 18 mesi per convincere le aziende ad aumentare il personale (il bonus prevedeva che l’assunzione dovesse incrementare l’organico rispetto all’anno precedente e non essere utilizzata per il turn over). E la «prudenza» delle imprese, spiega La Stampa.it,  è cresciuta negli ultimi mesi. Se infatti a metà ottobre 2013 le domande arrivate erano 11.000 e a metà dicembre 18.000 il numero delle richieste ha rallentato fortemente nei mesi successivi. Tra le domande di assunzione confermate prevalgono quelle degli uomini (13.827) rispetto a quelle delle donne (8.297).

Per il 2013 erano a disposizione 148 milioni che avrebbero dovuto consentire l’assunzione di circa 20.000 giovani, 248 milioni erano stanziati per il 2014.