Crisi libica. Il giorno del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. E l’Egitto avvia il primo blitz di terra contro l’Isis

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Blitz di terra delle forze egiziane nel giorno del Consiglio di Sicurezza Onu. Si svolgerà oggi a New York la riunione d’emergenza per discutere la situazione in Libia. Ci sarà il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, che chiede al consiglio di approvare il mandato per un intervento internazionale nel paese ormai nel caos. Ieri governi di Francia, Italia, Germania, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti hanno diffuso una dichiarazione per evidenziare “l’impellente necessità di una soluzione politica del conflitto”. Nel frattempo forze speciali del Cairo hanno compiuto un’incursione terrestre a Derna, la città dichiaratasi Califfato dell’Isis nell’est del Paese.

L’aggravarsi dell’emergenza terrorismo in Libia ha portato a un notevole incremento dei flussi migratori verso l’Italia, in aumento del 59% in questo primo mese e mezzo del 2015 rispetto allo stesso periodo del 2014, che non erano dunque provocati da “Mare Nostrum”. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, che ha rinnovato la richiesta all’Ue di investire a riguardo maggiori risorse ma ha ribadito che l’Italia “non può voltarsi dall’altra parte” sul dramma degli sbarchi.

Intanto si continua a combattere. Le milizie di Misurata, vicine al governo islamista di Tripoli non riconosciuto dalla comunità internazionale, starebbero assediando con la “brigata 166” Sirte, la città conquistata di recente dallo Stato islamico, per liberarla dai jihadisti. In Libia ora c’è un esecutivo riconosciuto internazionalmente e le milizie filo-islamiche che controllano Tripoli.