Il Csm se la prende comoda. Prima il voto della Camera sulla riforma Cartabia e dopo il parere sul testo dalle toghe

giustizia Cartabia
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Sulla riforma del processo penale, il Consiglio della magistratura prende tempo. Dopo la bocciatura della norma sull’improcedibilità, il Csm è chiamato a dare un nuovo parere che, questa volta, sarà esteso all’intero testo della riforma del processo penale. Peccato che il termine inizialmente previsto per il prossimo 30 luglio, data fissata per il voto dell’Aula della Camera, non verrà rispettato perché la Sesta Commissione ha incaricato l’Ufficio Studi dell’organo di autogoverno delle toghe di procedere a una relazione, base di discussione per il nuovo documento. La Commissione conta di licenziarlo entro la fine della settimana ma per il voto del plenum ci vorrà altro tempo perché verrà indetta una seduta straordinaria che, secondo fonti interne a Palazzo dei Marescialli, dovrebbe tenersi il 5 agosto prossimo.

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LA TRATTATIVA. Proprio la norma sull’improcedibilità bocciata dal Csm, è sempre più il nodo del dibattere. Ma dopo un’iniziale chiusura ad eventuali modifiche da parte della ministra Marta Cartabia, nelle ultime ore le cose sembrano cambiate tanto che si parla di una trattativa che vede impegnato direttamente il premier Mario Draghi con l’ex premier Giuseppe Conte per scongiurare una definitiva rottura con il Movimento 5 Stelle. Che la trattativa stia andando nel senso che piace ai grillini emerge dalle parole “Accolgo positivamente la notizia dell’apertura della ministra della Giustizia, Marta Cartabia, in merito alla questione dell’improcedibilità per i reati di mafia e di terrorismo. Sin dal principio, noi del Movimento 5 stelle abbiamo segnalato l’esistenza di problemi tecnici legati alla riforma, soprattutto in tema di sicurezza nazionale, un tema quest’ultimo su cui sono arrivati numerosi rilievi da parte di esperti e addetti ai lavori” ha fatto sapere Eugenio Saitta, capogruppo M5S in commissione Giustizia alla Camera. “L’auspicio, al di là del caso dei procedimenti per reati di mafia e di terrorismo, è che si possa arrivare a un accordo che preveda termini più ampi di quelli previsti per l’improcedibilità anche per altri reati gravi come, ad esempio quelli legati alla corruzione. L’obiettivo resta quello di sempre: rendere più veloce e più efficace la Giustizia del nostro Paese” ha concluso Saitta.

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CORSA CONTRO IL TEMPO. Dopo le inevitabili polemiche per la decisione di posticipare il parere, il vice presidente del Csm David Ermini è al lavoro per riuscire a votare in plenum il nuovo parere, sul quale è al lavoro la sesta commissione e che è allargato all’intero testo di riforma del processo penale, prima dell’approvazione del ddl alla Camera. Una corsa contro il tempo che, secondo quanto trapela da Palazzo dei Marescialli, starebbe pensando ad una riunione lampo del plenum da convocare entro la fine della settimana.