La Disciplinare del Csm sanziona con due mesi di perdita di anzianità il Procuratore di Firenze Creazzo. Per l’organo di autogoverno delle toghe ha molestato una collega

GIUSEPPE CREAZZO
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Passano i mesi ma per la magistratura italiana non sembra esserci pace. L’ultima rogna è quella per la quale la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura ha inflitto la dura sanzione della perdita di due mesi di anzianità nei confronti del procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo. Nei confronti del magistrato l’accusa è quella di aver molestato sessualmente una collega, il pubblico ministero di Palermo Alessia Sinatra, nel 2015 in un hotel romano durante un’iniziativa della loro corrente, Unicost. Il procuratore Creazzo, sempre nel corso dello stesso procedimento disciplinare, è stato invece assolto dalla seconda incolpazione che gli veniva contestata in cui si ipotizzava la “violazione del dovere di correttezza e di equilibrio” con il “comportamento gravemente scorretto” tenuto nei confronti della collega. Un addebito che è stato escluso dalla sezione disciplinare di Palazzo dei Marescialli in quanto il fatto è avvenuto “tra privati”. Una vicenda che non è stata oggetto di alcuna azione penale perché la Sinatra non ha sporto denuncia.

CASO SCOTTANTE

Il procedimento disciplinare che ha avuto inizio lo scorso maggio e che si è svolto interamente a porte chiuse, fa riferimento al caso venuto alla luce nel corso dell’indagine della Procura di Perugia, guidata da Raffaele Cantone, sull’ex pubblico ministero Luca Palamara. Da una chat finita nel fascicolo della maxi inchiesta sugli incontri carbonari tra toghe e politica, infatti era emersa una chat dai contenuti inequivocabili tra la Sinatra e l’allora capocorrente Palamara. La pm, infatti, si sfoga con alcuni messaggi raccontando di quando, nel 2015, si trovava assieme a Creazzo all’hotel Isa di Roma per un convegno dove avrebbe subito le presunte molestie. “Giurami che il porco cade subito”, dice la Sinatra il 23 maggio 2019. Il riferimento sarebbe al fatto che di lì a poco la commissione per gli incarichi direttivi del Csm avrebbe dovuto scegliere il nuovo procuratore di Roma. Un incarico prestigioso per il quale concorreva anche lo stesso Creazzo il cui nome, come noto, è finito anche al centro della riunione all’hotel Champagne della Capitale tra Palamara, cinque consiglieri del Csm, Cosimo Ferri e Luca Lotti. In quell’occasione, però, i partecipanti all’incontro decidono che il nome da portare avanti sarebbe stato quello del procuratore generale di Firenze, Marcello Viola.

REAZIONI OPPOSTE

Ricevuto l’esito del procedimento disciplinare, il procuratore Creazzo ha rilasciato una dichiarazione spiegando che, a suo dire, “si tratta di una sentenza ingiusta perché sono innocente, è una decisione conforme alla condanna mediatica che avevo già subito allo scoppiare della notizia”. Proprio per questo preannuncia “ricorso per Cassazione, dove confido che potrò avere finalmente giustizia”. Di tutt’altro avviso il professor Mario Serio, difensore del pm Sinatra, che ha spiegato che “indipendentemente dal giudizio (che non spetta a noi) sulla pronuncia della Sezione disciplinare, e sulla congruità della sanzione inflitta con riguardo alla levatura del bene tutelato, in un procedimento soggettivamente autonomo ma obiettivamente e storicamente connesso a quello della magistrata Alessia Sinatra, resta forte e grave l’impressione che la Magistratura italiana ed il suo organo di governo debbano proseguire ancora a lungo nella strada dell’acquisizione di una maggior consapevolezza del valore della dignità della donna nell’ambiente di lavoro giudiziario e dell’adeguatezza della relativa tutela”.

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