Cyberbullismo, rischio di esclusione online e l’uso massiccio dell’IA: per Save the Children l’adolescenza è sotto attacco

Save the Children: quasi un adolescente su due vittima di cyberbullismo. L’IA è usata dal 92,5%. Educazione digitale al centro.

Cyberbullismo, rischio di esclusione online e l’uso massiccio dell’IA: per Save the Children l’adolescenza è sotto attacco

Basta davvero poco, come una frase fuori posto, un’esclusione da una chat o un insulto che resta lì a lampeggiare sullo schermo, per far piombare i più giovani in un vero e proprio incubo. A denunciarlo è l’ultimo report di Save the Children che racconta una realtà, quella del cyberbullismo e delle minacce online, che non si può liquidare con un’alzata di spalle. Dati alla mano il 47,1% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni ha subito cyberbullismo.

Si tratta di un numero enorme, quasi uno su due, a fronte dei dati ben più contenuti registrati nel 2020 quando il dato si attestava a un già preoccupante 34,1%. A causare questa esplosione del fenomeno – oramai quasi fuori controllo – è stata la pandemia da Covid-19 che evidentemente ha lasciato strascichi profondi, soprattutto online.

Numeri che pungono, non statistiche fredde

Messaggi offensivi, minacce e derisioni pubbliche. E quella sensazione — difficile da spiegare agli adulti — di essere tagliati fuori dal branco digitale, che oggi equivale a sparire. Quello che troppo spesso viene dimenticato è che al giorno d’oggi la rete non è un altrove, ma parte integrante della vita quotidiana. E quando gli spazi digitali diventano un  territorio ostile, le ripercussioni sulla psiche – e non solo – si fanno sentire con forza.

E non è tutto. A peggiorare il quadro ci si mettono i nuovi bot basati sull’intelligenza artificiale. Secondo il rapporto ben il 92,5% degli adolescenti usa strumenti di intelligenza artificiale. Ma a fare la differenza di questi bot è il loro utilizzo. Infatti i giovani li usano per studiare, creare e giocare. Ma anche per difendersi o addirittura per attaccare.

Safer Internet Day, ma il calendario non basta

Il 10 febbraio si celebrerà il Safer Internet Day, la giornata europea per la sicurezza in Rete. Un promemoria utile, certo, ma non sufficiente per mitigare i potenziali rischi derivanti dall’utilizzo non consapevole di Internet.

Lo sa bene Save the Children che insiste su una parola chiave che spesso resta sullo sfondo: responsabilità condivisa. Ragazzi, famiglie e scuola. Nessuno escluso. Tutti devono contribuire per rendere il web “uno spazio positivo”. Altro punto imperativo segnalato dalla Ong specializzata nella tutela dei più giovani è “l’urgenza di far riflettere le ragazze e i ragazzi sull’uso consapevole della rete e sul ruolo attivo e responsabile che ciascuno deve mettere in atto” per evitare fenomeni di cyberbullismo.

Dalla teoria agli strumenti concreti

Da qui nasce Connessioni Digitali. Prima progetto, ora piattaforma gratuita aperta ai docenti e pensata per portare l’educazione digitale dentro le aule — quelle vere, non solo virtuali.

Percorsi didattici integrati con Educazione Civica, webinar riconosciuti dal Ministero, occasioni di confronto tra insegnanti, persino un contest per valorizzare il lavoro delle classi. Non slogan ma una pratica quotidiana che, se portata avanti con consapevolezza, può rendere la vita dei più giovani sensibilmente migliore.