Cybersicurezza fatta a parole: sono stati spesi solo 15 milioni. E Alfano non spiega dove sono gli altri 135

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Un investimento per la cybersicurezza di 150 milioni di euro. Previsto dalla Legge di Stabilità. E rivendicato da Angelino Alfano in Parlamento nel corso di un question time alla Camera. Peccato, però, che non si conosca ancora “a chi verranno indirizzate queste risorse, in quali forme e a che scopo”. Il deputato di Forza Italia, Antonio Palmieri, ha infatti, depositato un’interrogazione a Montecitorio per fare chiarezza su dove siano finiti quei fondi. Perché solo 15 milioni hanno un destinatario certo: la polizia postale. Questo grazie a un emendamento passato nella manovra. Poi ci sono alcune voci ufficiose, come la somma di almeno 10 milioni destinata al ministero dell’Interno. Ma per il resto non si sa nulla.

CHIARIMENTI
“In questo momento storico è necessario avere un chiarimento. Do anche atto al Governo che ha previsto uno stanziamento”, dice a La Notizia Palmieri. “Ma – ha aggiunto – non basta prevedere dei soldi. I cittadini devono sapere come vengono spesi”. La questione si è pure impantanata sull’ipotesi di una struttura apposita che avrebbe dovuto controllare gran parte dei fondi. “L’unica autorità politica preposta alla gestione dei servizi di sicurezza è e sarà il senatore Marco Minniti”, aveva puntualizzato la ministra delle Riforme, Maria Elena Boschi, dopo le polemiche sulla possibile nomina dell’amico di Renzi, Marco Carrai. Anche se una piccola finestra era rimasta aperta per l’imprenditore: “Il governo ha facoltà di avvalersi di consulenze di carattere tecnico. Se decidesse di avvalersi di altre figure di consulenza tecnica gli interroganti hanno tutti gli strumenti per chiedere ulteriori informazioni e il governo risponderà celermente”, aveva aggiunto Boschi. La misura era stata presentata in pompa magna pure dal premier. “Dobbiamo educare i ragazzi e far capire che abbiamo bisogno di loro”, aveva scandito Renzi.

PAROLA DI ALFANO
Il provvedimento, infine, è stato sbandierato in Parlamento dal ministro dell’Interno Alfano nel corso di un question time. “Abbiamo svolto un lavoro parlamentare sui temi della sicurezza. Un impegno che ha visto in questi anni incrementare le risorse sulla sicurezza, sbloccare il turnover e fare un investimento sia in innovazione tecnologica – mi riferisco ai 150 milioni per la cyber security – sia per quanto riguarda le dotazioni degli apparati di sicurezza”, ha scandito in Aula a Montecitorio. Parole che non hanno convinto i deputati di Forza Italia. “Vista la rilevanza del tema, già sottolineata, appare piuttosto urgente una spiegazione da parte del Governo su che fine abbiano fatto queste risorse”, si legge nel testo dell’interrogazione di Palmieri. E dal capogruppo forzista alla Camera, Renato Brunetta, è arrivata una bocciatura ancora più netta: “Non vedo atteggiamento positivo e costruttivo da parte del Governo, perché vede, la sicurezza non è solo ordine pubblico”.