Da oggi oltre 40 milioni di italiani sono in zona bianca. Al ristorante al chiuso massimo in sei. Feste con il green pass. Ecco quali sono le regole in vigore

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Da oggi oltre 40 milioni di italiani sono in zona bianca. Le regioni bianche, zona però restano in vigore alcune misure anti-Covid, sono Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia e la Provincia Autonoma di Trento passano in zona bianca. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, la scorsa settimana aveva firmato l’ultima ordinanza, per l’appunto in vigore da oggi aggiungendo quest’ultima regioni a quelle già bianche: Abruzzo, Liguria, Umbria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna. Le altre restano in zona gialla.

Ecco quali sono le regola in vigore in zona bianca

In vigore restano l’obbligo del distanziamento di almeno un metro, l’utilizzo della mascherina, l’igienizzazione delle mani e il divieto di assembramento. Con il Dpcm del 2 marzo scorso, che ha introdotto la zona bianca, sono però state approvate una serie di regole che valgono anche nelle regioni che si trovano in questa fascia.

FESTE CON IL GREEN PASS: Nelle zone bianche è consentito organizzare feste private successive a cerimonie religiose o civili, dunque matrimoni, cresime, comunioni, battesimi ma anche compleanni, feste di laurea e anniversari. Per parteciparvi però (esattamente come avverrà in zona gialla da martedì 15 giugno) bisognerà avere una delle 3 certificazioni verdi previste dai decreti attualmente in vigore: certificato di vaccinazione – che vale 9 mesi a partire dal completamento dell’intero ciclo, dunque anche con la seconda dose, oppure dal 15/esimo giorno dopo la prima dose fino alla somministrazione della seconda – certificato di guarigione, che ha validità 6 mesi, tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti la partecipazione all’evento.

Nel Dcpm che dovrà essere approvato nei prossimi giorni è previsto che la verifica delle certificazioni spetta “ai soggetti che erogano i servizi per fruire dei quali è prescritto il possesso di certificazione verde e gli organizzatori di eventi ed attività per partecipare ai quali è prescritto il possesso della medesima certificazione, nonché i pubblici ufficiali”.

RISTORANTI AL CHIUSO: Dopo un confronto tra regioni e governo, è stato stabilito con un’ordinanza firmata del ministro della Salute Roberto Speranza il 4 giugno scorso che fino al 21 giugno in zona bianca “il consumo al tavolo negli spazi al chiuso è consentito per le attività dei servizi di ristorazione per un massimo di 6 persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi”.

DISCOTECHE: Il Dpcm del 2 marzo che definisce le misure per la zona bianca afferma che “restano sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto e al chiuso”. Di fatto dunque, le discoteche potranno aprire ma solo per l’attività di ristorazione e somministrazione, mentre resta vietato ballare in pista.

“Da lunedì oltre 40 milioni di italiani saranno in ‘zona bianca’. L’Italia ha, attualmente, uno dei migliori dati europei sull’incidenza. E’ un risultato incoraggiante che ci consente di guardare avanti con più fiducia”. È quanto ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, a margine di un incontro sul tema del rafforzamento della sanità territoriale. “Dobbiamo insistere – ha aggiunto l’esponente dell’Esecutivo – su questa strada con prudenza e gradualità. Oggi più che mai occorre conservare le corrette abitudini per non vanificare i tanti sacrifici fatti”.

Da lunedì 14 giugno, dunque, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia e la Provincia Autonoma di Trento passano in zona bianca. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, ha firmato una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire da lunedì. Queste regione si vanno così ad unire ad Abruzzo, Liguria, Umbria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna. Le altre restano in zona gialla.

L’andamento della pandemia in Italia

“Il fatto di avere meno casi non deve farci allentare le misure di contenimento. Questi numeri ci consentono di poter garantire il fatto che, in caso di piccoli focolai, possiamo rapidamente intervenire per controllarli e contenerli”. Ha detto, ieri, il portavoce del Comitato tecnico scientifico, Silvio Brusaferro, in occasione della conferenza stampa di aggiornamento sulla campagna vaccinale e sull’andamento epidemiologico (qui il video).

“E’ importante fare questo -ha sottolineato Brusaferro – perché òe varianti del virus ci sono, fortunatamente circolano in maniera contenuta ma sappiamo che è la storia naturale dei virus, e di questo virus, di variare continuamente. Dunque, dobbiamo avere grande attenzione e attuare un forte monitoraggio sulla capacità di individuazione precoce, sul tracciamento, sul sequenziamento e sul contenimento laddove troviamo delle positività”.

“La bassa incidenza va rafforzata con il fatto che tutte le regioni sono sotto il 50% – ha spiegato ancora il portavoce del Cts – e quindi la previsione che qualche giorno fa abbiamo fatto di arrivare a fine giugno con tutte le regioni in zona bianca è una previsione che, stante l’attuale andamento, riteniamo si possa verificare”.