Da oggi è obbligatorio il Green Pass nei luoghi di lavoro. Un D-day ad alta tensione. Contestatori ancora in piazza. Draghi non cede e va allo scontro. Nessun passo indietro sul decreto con le regole per i lavoratori

Green Pass Draghi
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

L’ora X è scattata: da oggi è obbligatorio esibire il tanto contestato Green Pass anche in tutti i luoghi di lavoro. Con le nuove regole e linee guida contenute nel Dpcm firmato dal premier Mario Draghi relative all’obbligo di possesso e di esibizione della certificazione verde Covid da parte del personale delle pubbliche amministrazioni e delle aziende private, chi “sgarra” sarà costretto a pagare una multa che va da 600 a 1.500 euro e non solo, oltre alle sanzioni disciplinari eventualmente previste dai contratti collettivi di settore, il lavoratore, pubblico o privato sprovvisto di certificato sarà considerato assente ingiustificato, senza diritto allo stipendio, fino alla presentazione dello stesso.

Inevitabili tutta una serie di polemiche, contestazioni e proteste sfociate anche nei noti episodi di violenza come quelli di sabato scorso culminati con l’assalto dei neofascisti alla sede della Cgil. Stavolta, però le autorità di pubblica sicurezza si sono organizzate per tempo e, in vista della manifestazione di oggi contro il Green Pass prevista inizialmente a piazza Santi Apostoli, a pochi passi dalla prefettura e successivamente a Bocca della Verità, è stata spostata al Circo Massimo (leggi l’articolo).

A comunicarlo è stata la stessa Questura di Roma spiegando che la decisione “scaturisce da una serie di valutazioni, legate principalmente alla tematica della manifestazione, e alla sua notevole pubblicizzazione sui social, la quale potrebbe richiamare un numero maggiore di persone, superiore a quello dichiarato dal promotore (l’avvocato Edoardo Polacco, ndr) ed anche di diversa estrazione”. Dunque Bocca della Verità, ha spiegato ancora la Questura, è stata considerata, “per questo specifico evento e per questo specifico fine settimana inidonea a contenere un eventuale numero maggiore di manifestanti, nonché limitrofa ad Uffici impegnati nella gestione delle consultazioni elettorali”.

TUTTO BLINDATO. Insomma l’allerta per evitare ennesimi disordini anche da parte del Viminale e della ministra Luciana Lamorgese è massima. E non solo nella Capitale, ovviamente: tutte le città italiane sono sorvegliate speciali, da Firenze – dove è previsto un corteo che partirà stamattina da Santa Maria Novella – a Trieste, con lo sciopero dei portuali dove, dicono gli organizzatori, “ci saranno 30mila persone da tutta Italia”.

La politica cerca di correre ai ripari come può, dopo settimane di toni infuocati e accuse reciproche. “Alle difficoltà del mondo del lavoro dobbiamo prestare attenzione – scrive Giuseppe Conte su Facebook – Non è ignorandole che si offre una soluzione politica. Il M5s chiede di calmierare immediatamente il prezzo dei tamponi e valutare, nel giro di qualche settimana, la proporzionalità delle misure adottate alla luce della nuova situazione epidemiologica e del trend di vaccinazione” e aggiunge come sia il caso, laddove vengano raggiunte percentuali più alte di vaccinati, di ragionare su una “rimodulazione dell’accesso ai luoghi di lavoro e sull’uso stesso del Green Pass”.

Una posizione condivisa anche dal leader della Lega Matteo Salvini “Domani (oggi, ndr) ci sono imprenditori che vogliono lavorare e vogliono i propri collaboratori in azienda, tamponi rapidi e a prezzo calmierato sono l’unica soluzione. L’hanno chiesto anche i sindacati, anche Beppe Grillo, noi lo chiedevamo da mesi ed eravamo un po’ strani. Adesso lo chiedono tutti”. Tramontata, almeno per il momento l’ipotesi tampone gratuito, paragonato dal segretario dem Enrico Letta ai “condoni per chi non paga le tasse”.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La scelta responsabile di un leader

Bisogna aver bisticciato da piccoli con la matematica e la logica politica per sostenere che Giuseppe Conte abbia rinunciato a candidarsi alla Camera a Roma (leggi l’articolo) per paura di essere battuto da Calenda e Renzi. I due, che insieme non arrivano al 4% nazionale,

Continua »
TV E MEDIA