Il Palestine Centre for Prisoners’ Studies ha pubblicato il 28 aprile un rapporto che documenta 1.800 arresti di minori palestinesi dall’ottobre 2023. Tra i detenuti ci sono bambini di dieci anni. Un neonato di sette mesi è nato in carcere da una madre detenuta. Trecentocinquanta minori restano nelle prigioni di Megiddo e Ofer: 90 in detenzione amministrativa, senza accusa né processo.
I minori riportano percosse e privazione di cibo e cure. Walid Ahmad, diciassette anni, di Silwad, è morto a Megiddo per mancanza di assistenza medica. Defense for Children International-Palestine, che documentava questi casi dal 1991, ha cessato le attività il 7 aprile. Human Rights Watch imputa la chiusura alla “criminalizzazione israeliana delle organizzazioni per i diritti palestinesi”. Il monitoraggio si interrompe mentre i numeri toccano il record storico.
Al 31 dicembre 2025 il 51 per cento dei minori era in custodia senza accusa, secondo Al Jazeera: la percentuale più alta dal 2008, quando DCIP aveva cominciato il conteggio. HaMoked certifica che ad aprile 2026 i detenuti classificati come “sicurezza” sono 8.309, di cui 3.532 senza processo.
La Global Sumud Flotilla, partita il 26 aprile da Augusta con sessanta imbarcazioni, naviga nello Ionio. Abbiamo già raccontato come il 27 aprile la portavoce UE Eva Hrncirova ha dichiarato che Bruxelles “sconsiglia” la missione giacché “mette a rischio la sicurezza dei partecipanti”. Olof Gill, vice portavoce, interpellato su cosa Bruxelles chiedesse a Israele, ha risposto: “Sull’argomento non abbiamo altro da dire.”
l Centre for Prisoners’ Studies conclude che le pratiche “violano il diritto internazionale a tutela dei minori e possono costituire crimini di guerra”. L’organismo che per 35 anni aveva reso quella valutazione verificabile è stato chiuso da tre settimane.