Più che un pezzo di Milano, un’enclave sotto il controllo dei fondi speculativi basati nei paradisi fiscali. Una zona franca dove i proprietari di Milan e Inter fanno e disfano, mentre Palazzo Marino resta a guardare in silenzio. Succede a San Siro, dove nel giro di pochi giorni si sono susseguiti due episodi che hanno fatto infuriare residenti e consiglieri comunali: prima la chiusura del Parco dei Capitani, poi la demolizione della biglietteria Sud del Meazza, proprio nel giorni in cui al Tar si discutevano i 5 ricorsi contro la vendita delle aree.
La “Bonifica fantasma” al Parco dei Capitani e la biglietteria rasa al suolo
Il primo caso riguarda l’area verde alle spalle dello stadio, da settimane transennata con cartelli anonimi che parlano genericamente di una “bonifica”. Bonifica da cosa, però, nessuno lo sa. Nessuna comunicazione ai cittadini, nessuna spiegazione sulle eventuali sostanze inquinanti, nessuna indicazione su chi abbia effettuato le analisi.
Il secondo episodio è andato in scena proprio mentre migliaia di ragazzi si preparavano a entrare al concerto previsto al Meazza. In via dei Piccolomini, a pochi metri dai cancelli, ruspe e mezzi meccanici hanno raso al suolo la biglietteria Sud dello stadio. Macerie, polveri e detriti all’aria aperta, senza che fosse visibile alcun cartello di cantiere o indicazione pubblica sui lavori in corso.
Le voci solitarie di Giungi e Fedrighini contro il silenzio della giunta Sala
A denunciare la situazione è stato il consigliere comunale Enrico Fedrighini: “Mi sembra un’enormità”. Ancora più duro Alessandro Giungi, consigliere Pd e presidente della Commissione Legacy Olimpiadi. “Solo negli ultimi giorni i fondi con sede negli Stati Uniti che controllano Milan e Inter hanno recintato e interdetto l’area del Parco dei Capitani per asserite ragioni di inquinamento ambientale, senza però curarsi di indicare né la fonte dell’inquinamento né chi abbia svolto le analisi», attacca.
Secondo Giungi, l’assenza di informazioni riguarda non soltanto i cittadini ma persino il Consiglio comunale. “Ieri poi la notizia dell’abbattimento della biglietteria Sud, anche in questo caso senza una previa comunicazione. Ormai pare evidente che nell’area di San Siro, assieme allo stadio, si sia trasferita anche la territorialità. Resta solo da chiedersi se agli Stati Uniti o alle Isole Cayman”.