Dal Tesoro a Bankitalia alla Bce. La pensione dorata di Super Mario. Nel corso degli anni Draghi ha ricoperto molti incarichi. Che oggi gli fruttano assegni di tutto rispetto

MARIO DRAGHI
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A Super Mario Draghi non potevano che spettare super pensioni. D’altronde parliamo di un uomo che nel corso della sua attività professionale ha ricoperto – ormai lo sappiamo – incarichi di tutto riguardo. Incarichi di rilievo, sia in Italia (tanto al ministero dell’Economia quanto ovviamente in Bankitalia) sia in Europa (e precisamente, manco a dirlo, all’Eurotower). Poco o nulla, però, si sa di quanto questi incarichi gli siano legittimamente fruttati. O, meglio qualcosa possiamo supporre. C’è la pensione base di cui gode Mario Draghi.

Come raccontava anni fa il giornalista Salvatore Cannavò in “Altre sanguisughe” (Aliberti), “nel giugno del 2006, l’Inpdap gli consegnava l’assegno mensile della sua pensione da dirigente della pubblica amministrazione: 14.843,56 mensili lordi, per un importo netto e pulito di 8.614,68. E glielo elargiva alla veneranda età di cinquantanove anni, visto che Mario Draghi è nato nel 1947”.

SOLDI, SOLDI, SOLDI. Non male, dunque. Anche perché nel frattempo nel corso degli anni Draghi ha goduto di stipendi piuttosto ragguardevoli. È lo stesso Cannavò che in maniera puntuale ricorda che negli anni a capo di Bankitalia in Via Nazionale a Roma, portava a casa 757.714 euro annui. Quasi che gli è sconvenuto sportarsi a capo della Bce per prendere il posto di Jean-Claude Trichet, dato che lo stipendio è sceso a una cifra inferiore alla metà. Anche in questo caso sorge la domanda: ma di quanto parliamo precisamente?

A raccontarlo nei giorni scorsi ci ha pensato il sito specializzato money.it. Nel 2019, suo ultimo anno alla Bce, la retribuzione dell’economista è stata di 339.950 euro fino al 31 ottobre, quando ha lasciato il suo incarico a capo dell’istituto favore dell’attuale presidente Christine Lagarde, per un importo di 33.995 euro lordi mensili. Nel 2018 il suo stipendio ha invece raggiunto quota 401.400 euro, per un ammontare di 33.450 euro nei 12 mesi. La media del suo compenso negli anni precedenti si aggira attorno a queste cifre. Non solo. Come ricorda ancora qualcuno, “come componente del Comitato esecutivo, così come per i membri del Consiglio di vigilanza dipendenti della Bce, Draghi riceveva inoltre un’indennità di residenza e rappresentanza”.

DOMANDE APERTE. Sia nel caso del periodo di governatore della Banca d’Italia sia nel caso del periodo di presidenza all’Eurotower, secondo quanto risulta al nostro giornale Draghi avrebbe maturato altre due pensioni che si aggiungono a quella di dirigente della pubblica amministrazione. A quanto ammontano? Difficile dirlo. Quello che sappiamo è che, per quanto ad esempio riguarda la Bce, esiste uno schema pensionistico volontario in seno alla Banca Centrale che si somma alla normale pensione calcolata col 2% per anno lavorativo sul salario.

E visti gli stipendi di cui ha goduto Draghi non parliamo certamente di bruscolini. C’è poi Palazzo Koch. E anche qui sbrogliare la matassa è piuttosto complicato. Quello che si sa è che, analizzando la sezione “trasparenza” del sito istituzionale, si arriva a un documento proprio relativo al “Regolamento per il Trattamento di Quiescenza del Personale” risalente al 1992 e, a quanto pare, mai modificato. Un trattamento di tutto riguardo se si pensa che, dall’ultimo bilancio disponibile (2019) emerge che due anni fa l’importo alla voce “pensioni e indennità di fine rapporto corrisposte” è stato pari alla bellezza di 359 milioni di euro. Non proprio bruscolini, insomma.