Dall’astensione all’impegno per le comunali, il ritorno dei giovani alla politica

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Un’indagine diffusa ieri del Censis rivela che per la maggioranza degli italiani i politici delle grandi città devono essere seri e competenti, ma anche giovani. E se si guarda proprio in questa fascia di età, a sorpresa non si trovano solo disimpegno e rassegnazione. Sin dalla scuola sempre più ragazzi non guardano più la politica come una storia sporca e lontana, sull’onda di un distacco cresciuto negli ultimi anni a dismisura. E nell’esercito dei candidati in corsa per le prossime amministrative, in molti Comuni e nei municipi delle maggiori città, non sono pochi persino i giovanissimi.

Meno risorse, più fantasia
Cosa li spinge a metterci la faccia e, tutto sommato, a fare un’esperienza controcorrente rispetto a quell’astensionismo che resta comunque una moda per tutte le generazioni? “Troppe cose attorno a noi stanno degenerando per continuare a far finta di niente”, spiega Carlotta Galleni, candidata a 22 anni al XIV municipio di Roma con la Lista Marchini. “Dobbiamo smettere un po’ tutti di farci del male lavandoci le mani dei mille problemi delle nostre città – continua – e l’essere giovani, con le grandi opportunità di stare connessi, di avere informazioni, di fare rete come è normale nelle comunità scolastiche e universitarie può dare un contributo in più per uscire da molti guai”. Senza soldi, come si presentano i bilanci delle pubbliche amministrazioni, le soluzioni non sono facili. “Certo – non vuole cedere di un passo Carlotta – le risorse sono un problema. Ma proprio per questo io con il candidato Alessandro Selvitella che è in accoppiata con me, così come molti candidati anche di altre liste, puntiamo sull’entusiasmo e la fantasia. L’impegno è già un valore in più da usare per migliorare le nostre strade, gli spazi per la cultura, il decoro e i servizi”. Spesso però chi fa politica ruba. “Perché negarlo? Ma un giovane che si affaccia alla cosa pubblica – spiega – se può essere accusato di avere una visione ideale, di sicuro avrà poca voglia di rinunciare a questi valori.

Concretezza
I giovani però non amano i partiti. C’entra qualcosa con la scelta di affiancare il candidato tutto sommato più estraneo alle segreterie politiche? “La politica non è un disvalore – dice la candidata che non a caso studia la materia all’università – e deve essere sempre rispettabile chi si impegna con un preciso ideale. Con Alfio Marchini certo la sintonia di un giovane è molto facile, perché c’è poco da parlare di potere, di destra e sinistra, e si pensa solo alle cose concrete: una strada da asfaltare, un parco da pulire, cose nuove e produttive da offrire a tutti i cittadini. Il programma con cui stiamo incontrando centinaia di persone, in un’esperienza elettorale che dovrebbe essere un obbligo civico per tutti, soprattutto per chi non vota o critica a prescindere senza sporcarsi le mani, è composto da quattro punti cardinali: impegno, radici, cultura e coraggio”. Il coraggio anche di fare politica, seppure oggi ci vuole più coraggio a non farne e lasciare che le cose continuino ad andare come vanno.