Adesso a fare paura è la Crimea

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

dalla Redazione

Barricate contro-rivoluzionarie in Ucraina: le hanno erette alcune centinaia di russofoni davanti alla sede del parlamento di Crimea, a Sinferopoli, la capitale, dove ieri ci sono stati i primi scontri con la minoranza etnica dei tartari, schierati con Kiev. Lo riferisce la tv Rossia 24. Le barricate sono state fatte con legno, pezzi di metallo, botti e pneumatici. L’obiettivo dei russofoni e’ la convocazione di un referendum sulla secessione della Crimea dall’Ucraina. Nella notte l’escalation: un gruppo di persone armate e in divisa mimetica, senza segni distintivi, e’ penetrato nella sede del parlamento e del governo della Crimea, a Sinferopoli, la capitale. La polizia non è intervenuta. Il commando ha poi innalzato sul pennone la bandiera russa e impedito stamattina ai dipendenti di entrare a lavorare.

Il presidente ucraino ad interim, Oleksandr Turchynovh, ha avvertito la Russia perché ordini alle sue forze militari in Crimea di restare nelle loro basi, perché qualsiasi movimento sara’ considerato un’aggressione. Intanto però l’aviazione russa sta pattugliando lo spazio aereo occidentale del Paese dopo lo stato di allerta deciso ieri dal presidente Putin, che è anche comandante delle forze armate. Lo scenario simulato è quello di un bombardamento dei bersagli nemici, in luoghi che saranno resi noti solo dopo l’esercitazione.

Ianukovich esce allo scoperto

Dal canto suo Ianukovich ha ribadito: “Mi considero ancora il legittimo capo dello Stato ucraino eletto dai cittadini ucraini in libere elezioni”. E’ la prima dichiarazione del presidente, scomparso sabato scorso. “Sono costretto a chiedere alla Federazione russa di garantire la mia sicurezza contro le azioni di estremisti” prosegue Yanukovych, aggiungendo che le ultime deliberazioni del parlamento ucraino “non hanno carattere di legittimità”. Secondo il presidente deposto la Verkhovna Rada sta prendendo decisioni in assenza di parlamentari del suo partito, il partito dell Regioni, che temono per le loro vite e in alcuni casi sono stati soggetti a violenze e costretti a lasciare l’Ucraina. “Dichiaro ufficialmente la mia determinazione a lottare fino alla fine per l’attuazione dell’importante accordo di compromesso per la ripresa dell’Ucraina dalla profonda crisi politica” afferma Yanukovych, in riferimento all’accordo stretto con l’opposizione venerdì scorso, per un governo di unità nazionale, riforma costituzionale ed elezioni anticipate. “La furia estremista imperversa nelle strade di molte città ucraine. Non posso restare indifferente ai tragici eventi nel mio paese”. La dichiarazione è stata rilasciata in contemporanea alle tre maggiori agenzie russe.